Economia & Lavoro

Consumatori: una email contro gli abusi della tassazione locale

Melchiorre,Spinella, Novello, foto Ufficio Stampa

Assistenza gratuita da Aeci, Adoc e Sicilia Consumatori, che chiedono al sindaco di Catania di annullare, utilizzando la conciliazione approvata dal Consiglio comunale tre anni fa, i tributi prescritti, inviati al 30% delle famiglie catanesi. E la Tares costerà il 25-30% in più della Tarsu.

Una email (taresprotesta@tiscali.it )per avere assistenza gratuita dalle associazioni di consumatori contro i tanti tributi prescritti, inviati dal Comune a oltre il 30% delle famiglie catanesi. Ma anche per difendersi dagli abusi della politica che potrebbero profilarsi con la Tares, la tassa rifiuti e servizi entrata in vigore in gennaio e che sarà più cara della Tarsu del 25-30%. Per questo le associazioni hanno proposto l’istituzione di Osservatori provinciali con potere di intervento sulle singole amministrazioni per evitare che le somme possano essere dissipate in consulenze e sprechi.

Ne hanno parlato, nella sede catanese della Staff Relation, Salvo Spinella, presidente regionale dell’Aeci (Associazione europea consumatori indipendenti), Nino Novello, consigliere della stessa associazione, Claudio Melchiorre, presidente provinciale dell’Adoc (Associazione difesa e orientamento dei consumatori) e Danila Paparo, rappresentante di Sicilia Consumatori.

Il Comune di Catania – ha spiegato Spinella – ha inviato al 30% delle famiglie catanesi avvisi Tarsu palesemente prescritti. Questo atto illegittimo dell’Amministrazione Stancanelli costringe i contribuenti a presentare ricorso, pagando allo Stato un contributo unificato che costa come minimo 30 euro. Soltanto di ricorsi, insomma, la collettività catanese dovrebbe pagare un milione duecentomila euro. E questo nonostante l’Amministrazione comunale di Catania abbia fatto propria una delibera approvata tre anni fa dal Consiglio comunale che consentiva al contribuente di evitare il contenzioso e definire bonariamente le controversie con il Comune senza alcuna spesa e attraverso le associazioni dei consumatori. Senza contare che il sindaco potrebbe procedere all’annullamento automatico di questi avvisi di pagamento, come detto illegittimi perché prescritti”.

Il nostro miglior alleato – ha spiegato Melchiorre – è la Commissione europea: dobbiamo spostare il conflitto a Bruxelles, facendo emergere le pesanti responsabilità di tutti quegli amministratori che, per esempio facendo partire in ritardo la raccolta differenziata, hanno causato l’aumento indiscriminato delle tasse sui rifiuti. Vogliamo sapere che fine fa il nostro denaro. La Corte dei Conti ha parlato, per Catania, di dati falsati del bilancio, chiedendo di cancellare 140 milioni di crediti inesigibili. Con la Tares, che finanzia anche manutenzione strade e illuminazione pubblica, oggi pagati con Imu e addizionale Irpef, si rischia di pagare più soldi foraggiando i costi impropri della politica. Invece noi proponiamo di ridurre Imu e addizionale Irpef. Dobbiamo fermare questo smottamento continuo dei redditi privati in favore degli sprechi pubblici”.

All’incontro con i giornalisti era presente anche una delegazione dei cittadini del quartiere di San Leone, che hanno protestato perché continuano a pagare tasse locali per servizi che, di fatto, non vengono erogati.

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