Confindustria, Albanese: “Ci dimettiamo da CCIAA Palermo”

Una bomba ad orologeria pronta ad esplodere in qualsiasi momento. E così è stato. Il caso Helg, l’ex imprenditore e vicepresidente della Gesap e numero uno della Camera di Commercio del capoluogo siciliano arrestato per tangenti, ha avuto un effetto domino devastante nella Palermo che conta.

Oggi Alessandro Albanese, presidente facente funzioni dell’ente camerale, nonché numero uno di Confindustria Palermo, nel corso di una conferenza ha annunciato le dimissioni di massa di sette componenti del Consiglio di va Emerico Amari del sistema confindustriale. Oltre allo stesso presidente Albanese, figurano: Giuseppe Seminara, Franco Seminara, Filippo D’Angelo, Girolamo Gaudesi, Fabrizio Bignardelli e Gioacchino Lo Bianco.

Un atto che anticipa il probabile commissariamento, che avrebbe comunque azzerato la governace, annunciato dalla Regione che è l’organo di vigilanza delle Camere di Commercio in Sicilia. Le dimissioni di stamani, a cui si sono aggiunte pure quelle di cinque consiglieri di Legacoop, sono conseguenti agli attacchi del presidente della Regione Rosario Crocetta e di molti esponenti politici seguiti all’arresto di Helg per tangenti, ma senza “alcuna polemica” , tiene a precisare il presidente degli industriali palermitani.

“Ci dimettiamo da componenti del Consiglio della Camera di Commercio-  ha aggiunto Albanese- perché abbiamo seguito un’indicazione voluta da tutta Confindustria a seguito dei fatti gravissimi che sono accaduti e che noi abbiamo subito condannato. Siamo sette e ci dimettiamo tutti, non siamo barricati sulle poltrone né vogliamo dare questa sensazione”.

Secondo Albanese il commissariamento paventato da alcune parti politiche “va fatto con regolarità: ci vogliono gravi e reiterati motivi di ordine amministrativo o la mancanza di presentazione del bilancio. Cose che non ci sono: se di commissariamento si tratta è esclusivamente legato a motivi politici. E nel caso si procedesse col commissariamento non faremo alcun ricorso al Tar pur avendo grandi possibilità di vincerlo”.

Quindi, prende nuovamente le distanze dall’ex presidente Helg, dichiarando “non lo difenderemo mai, per nessun motivo al mondo, ma se la motivazione deve essere il fallimento delle sue aziende non va bene. Il re è nudo, era una posizione risaputa da anni: è un tentativo di delegittimazione e decapitazione politica della categoria”.

Albanese non si ferma qui. Per lui è in corso una campagna di delegittimazione delle associazioni di categoria e dei loro massimi rappresentanti. “Sono attacchi feroci e decontestualizzati, è l’intempestività che ci ha colpito. Qual è l’obiettivo di questi attacchi non soltanto alla Camera di Commercio ma a tutte le associazioni? Cosa c’è dietro. Vorremo che Crocetta vigilasse su questo, su quello che sta accadendo sulla partecipata principale della Regione, quale è la Gesap. Vogliamo vederci chiaro e ci appelliamo a tutti coloro che hanno chiesto il commissariamento, ci appelliamo a Crocetta affinchè indaghi da vicino”.

Albanese ha quindi sottolineato che “Confindustria continuerà a fare la propria parte e l’appello più grande è che immediatamente, dovesse arrivare un commissario, si faccia di tutto per ricostituire un ordine. La Camera di Commercio deve essere governata come prescrive la legge, non dall’esterno e non può avere doppi fini: questa è la posizione di Confindustria, continueremo la nostra battaglia dall’esterno. Ci sentiamo parte lesa in questo percorso, prima di tutto per quanto fatto da Helg, e ci siamo già costituiti parte civile, ma ci sentiremmo anche parte lesa in un commissariamento senza fondamento”.

Nel corso della conferenza stampa Albanese ha poi fatto riferimento ad un dossier custodito nei cassetti di Helg, carte in cui si parlerebbe della privatizzazione ipotizzata per la società che gestisce l’aeroporto Falcone- Borsellino. “Nella stanza di Helg abbiamo trovato delle carte su tutto quello che riguarda la privatizzazione di Gesap: non posso aggiungere altro, ma non ci tiriamo indietro e vogliamo vederci chiaro sulla vendita/svendita della Gesap, per questo come ultimo atto della Giunta camerale abbiamo dato mandato al segretario generale di mandare tutte le carte in Procura. Infine, un altro colpo di scena.

“I consiglieri di Confcommercio mi hanno appena chiesto, in qualità di presidente facente funzioni della Camera di Commercio, la convocazione di un Consiglio generale urgentissimo: è l’ultimo atto che farò prima di rassegnare le dimissioni. Penso che stia maturando anche nelle altre associazioni di categoria la volontà di dire che le mani all’interno della Camera di Commercio non vanno messe perché è la Camera degli imprenditori”.

Marina Pupella

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