Confimprese Palermo contesta la delibera sul centro storico: “È illegittima”
La misura contestata introduce significative restrizioni per l'avvio di nuove attività commerciali
Palermo, 29 aprile 2025 – Nel complesso panorama amministrativo di Palermo, una recente delibera di giunta ha scatenato forti polemiche nel mondo del commercio locale. Il presidente di Confimprese Palermo, Giovanni Felice, è intervenuto con decisione contro il provvedimento che, a partire dal 18 aprile scorso, ha dato il via libera all’applicazione della cosiddetta “Legge Franceschini” nel centro storico del capoluogo siciliano.
La misura contestata introduce significative restrizioni per l’avvio di nuove attività commerciali in alcune delle zone più caratteristiche della città. Secondo quanto stabilito dalla delibera, per un periodo sperimentale di diciotto mesi, in determinate aree strategiche non sarà più permessa l’apertura di nuovi esercizi pubblici, negozi di vicinato alimentare e distributori automatici. La motivazione ufficiale addotta dall’amministrazione comunale è quella di “preservare il patrimonio artistico, culturale e identitario” del centro cittadino.
Nello specifico, i divieti interesseranno l’area del centro storico dei quattro mandamenti, con l’esclusione di via Roma e della parte alta di via Maqueda, nel tratto che va dai Quattro Canti alla Stazione centrale, oltre a via Sant’Agostino e via Bandiera.
Giovanni Felice ha espresso fermamente la sua contrarietà a questa iniziativa, definendola apertamente “illegittima”. Il presidente dell’associazione di categoria ha evidenziato come, a suo avviso, il documento comunale presenti gravi lacune dal punto di vista tecnico-legale: “Il Comune nella delibera richiama il decreto Franceschini ma in realtà il documento fa acqua da tutte le parti e secondo me se sarà impugnato, e come succede ogni volta che il Suap prepara una delibera, il Comune soccomberà”.
La principale criticità rilevata da Felice riguarda l’ambito di applicazione della normativa citata: “La legge Franceschini prevede che si possa bloccare l’apertura di attività soggette ad autorizzazione. Gli esercizi di vicinato sia alimentari che non, citati nella delibera, in realtà agiscono in regime di comunicazione, quindi la legge Franceschini non è applicabile“.
Il rappresentante di Confimprese Palermo ha inoltre evidenziato le potenziali conseguenze negative del provvedimento sul tessuto economico locale. Secondo Felice, si profilerebbe “una beffa per le aziende che saranno costrette a ricorrere agli organi di giustizia amministrativa per fare valere i loro diritti”. Non solo: l’esclusione di via Roma dai divieti potrebbe generare una distorsione del mercato immobiliare commerciale, con un prevedibile aumento degli affitti in quella zona e un conseguente blocco dello sviluppo commerciale dell’arteria.
Di fronte a questo scenario, Giovanni Felice ha concluso il suo intervento con un appello diretto al primo cittadino: “Per questo motivo, invito il Sindaco a ritirare il provvedimento”, nella speranza che l’amministrazione comunale possa riconsiderare la sua posizione e intraprendere un percorso di confronto con le categorie produttive interessate.



