Arte e Cultura

Confesercenti Sicilia sostiene “Palermo capitale della cultura 2019”

Palermo 2019

Confesercenti Sicilia sostiene la candidatura di Palermo a capitale europea della cultura 2019. Lo scrive in una nota il presidente dell’associazione, Vittorio Messina, secondo cui una città candidata a questo titolo, deve comprendere che la nomina non è solo un modo per costruire un’immagine positiva da comunicare al resto d’Europa, ma è essenziale che rappresenti un formidabile strumento per rafforzare l’identità culturale territoriale condivisa con i cittadini. Pertanto questo processo non può prescindere dalla collaborazione tra i diversi soggetti sociali, imprenditoriali, culturali e le istituzioni.

Risulta indispensabile e propedeutico – precisa Messina – a qualunque altra azione, individuare temi specifici intorno ai quali sviluppare un progetto culturale che abbia la necessaria rilevanza europea. Per Palermo il ruolo del Mediterraneo e del rapporto tra l’Europa e i Paesi che si affacciano sul medesimo mare e’ una componente cruciale.

Per questi motivi, quindi, è opportuno che il comune di Palermo si faccia carico di un processo inclusivo e dell’apertura di laboratori e tavoli di discussione che incoraggino la partecipazione dei cittadini e mirino a suscitare un interesse duraturo, affinché costituisca parte integrante dello sviluppo culturale e sociale a lungo termine della citta’.

Per Messina, la candidatura di Palermo può servire ad avviare un percorso virtuoso che consenta anche di guardare al futuro con una intenzione e una capacità anticipatoria.

Per fare questo, bisogna scegliere di valorizzare e rendere attuali le proprie identità e le proprie vocazioni attraverso un processo partecipativo, negoziale, in grado di dare risposte convincenti ad una domanda di ispirazione sul futuro lontano; ma anche ad una domanda di concretezza, dove alle prospettive di uno sviluppo condiviso corrisponda una assunzione diffusa di responsabilità.

Su questo sfondo si colloca il particolare momento di una città, che deve proporre all’agenda politica e alle categorie economiche e sociali la rimodulazione del processo di pianificazione strategica, per sviluppare una riflessione radicale e complessiva su un disegno di crescita della città, che va declinata ricercando e assicurando le interdipendenze fra discipline settoriali ma anche valorizzando l’intelligenza diffusa, vale a dire il capitale di conoscenze specifiche, di competenze relazionali, di capacita’ di riflessione su di se’ che appartiene alla dimensione collettiva.

Certamente il carattere peculiare del processo di pianificazione strategica sta nella sua dimensione partecipativa, vale a dire nel suo essere impostato, costruito e, poi, tradotto operativamente attraverso una relazione strutturata fra i portatori di interessi della città.

Questo passaggio può essere allora decisivo, non solo per accreditare la candidatura di Palermo a capitale della cultura europea, ma nel senso che il Comune si presenta ad un tavolo di discussione con enti, associazioni, categorie, altri Enti, portatori di interessi, con un punto di vista formalizzato, ma vuole che la concezione e le strategie di crescita della città – così come gli obiettivi e le misure attraverso cui dovranno concretamente realizzarsi – siano fissate attraverso un confronto che sappia definire prima di tutto la posta in gioco e sappia poi perseguirla come obiettivo condiviso. (Asca)

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