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Concerti al Teatro Massimo: si chiude con la musica di Čajkovskij

Ultimo appuntamento della Stagione concertistica 2013 del Teatro Massimo con un concerto da non perdere dedicato interamente alla musica di Čajkovskij, compositore russo autore anche del balletto Lo schiaccianoci che debutterà il prossimo 17 dicembre. La nuova Stagione Sinfonica 2014 si aprirà il 1° febbraio.

Sul podio ritorna dopo alcuni anni il direttore austriaco Günter Neuhold; al suo fianco uno dei più grandi violinisti dei nostri giorni, Sergej Krylov, celebre per le sue straordinarie qualità virtuosistiche e la profondità interpretativa. Il programma si apre con il funambolico Concerto per violino op. 35 – divenuto recentemente ancor più popolare attraverso il film “Il Concerto” di Radu Mihaileanu –, quindi nella seconda parte la Sinfonia n. 5 op. 64.

Il Concerto per violino e orchestra in Re maggiore op. 35 di Čajkovskij fu scritto con singolare rapidità tra il 17 marzo e l’11 aprile 1878 durante il soggiorno a Clarens, sul Lago di Ginevra, dove il musicista trascorse un periodo di riposo dopo la profonda crisi depressiva causata dal devastante
matrimonio con la giovane ammiratrice Antonina Ivanovna Miljukova. Sul Lemano Čajkovskij trovò la compagnia di un giovane amico, il violinista Josif Kotek che non lesinò consigli tecnici nel corso della composizione dell’opera e ne fu anche il primo esecutore durante una lettura casalinga.

Il compositore rinunciò però alla “naturale” dedica dell’opera al suo prezioso collaboratore “per evitare pettegolezzi di vario genere” e la indirizzò a Leopold Auer, il quale, preso da vari impegni, non dedicò all’opera la dovuta attenzione e la definì ineseguibile; Čajkovskij trasferì allora la dedica
al giovane violinista Adolf Brodsky dopo che questi lo eseguì brillantemente nei primi giorni del dicembre 1881 a Vienna, sotto la direzione di Hans Richter.

Nella Sinfonia n. 5 op. 64, Čajkovskij ritorna a una trattamento delle idee musicali più “classico” con una rinnovata attenzione per la forma sonata, coniugata ad atteggiamenti romantici la cui matrice è direttamente rintracciabile in Berlioz. Questi tratti emergono con estrema chiarezza dalla
monumentale partitura della Quinta, iniziata nel maggio 1888 e portata a termine il 26 agosto. Fu lo stesso Čajkovskij a concertare e dirigere la prima il 17 novembre dello stesso anno a San Pietroburgo, riportandone un successo considerevole di cui non è difficile individuare la causa nella
grande enfasi comunicativa del lavoro. Per questa composizione egli non lasciò un programma letterario, ma solo qualche scarna indicazione nel suo diario: “Introduzione. Completa rassegnazione di fronte al Destino o, il che è lo stesso, di fronte all’imperscrutabile predestinazione della Provvidenza. Allegro (I). Mormorii, dubbi, lamenti, e di nuovo rimproveri e vergogna (II). Devo buttarmi nelle braccia della fede?”.

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