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COMUNICATO STAMPA DEL CONSIGLIERE COMUNALE MARIANNA CARONIA

Le recenti dichiarazioni congiunte dei Consiglieri Anello, Ficarra, Mattaliano e Volante, volte a versare acqua sul fuoco rispetto alla mia legittima e ponderata presa di distanze dalle recenti convergenze tra Fabrizio Ferrandelli e Leoluca Orlando, mi obbliga a ritornare, all’antivigilia della prevista seduta del 21 p.v., su una questione che, sotto gli occhi di tutti, espone una logica inaccettabile che si è risolta nell’avere distintamente negato la fondamentale regola, soprattutto in politica, della democrazia: cioè quella dei numeri.

Seppur mi può compiacere l’attestato di stima profuso dai predetti colleghi e mi può ancor più lusingare il pubblico riconoscimento quanto soprattutto al ‘merito relazionale’, e farmi apprezzare particolarmente il responsabile richiamo all’unità delle forze di opposizione, auspicato dell’amico Giulio Tantillo, vicepresidente del Consiglio comunale e capogruppo di Forza Italia, doverosa e confacente appare una precisazione.

La scelta di Ferrandelli di fare Gruppo “da solo” non è affatto espressione di una volontà comune, né frutto di un’intesa diffusamente condivisa, come scorrettamente dichiarato, anzi, a dirla tutta, non è nemmeno legittima ove solo si consideri che a leggere il vigente Regolamento del Consiglio Comunale un Gruppo consiliare deve essere composto normalmente da almeno tre consiglieri, ed eventualmente da due qualora ricorrano talune specifiche circostanze.

Dunque la costituzione di un Gruppo formato dal solo Ferrandelli non pare né corretta né tantomeno adeguata e rispettosa dell’impegno assunto con i suoi elettori e con chi lo ha sostenuto, né ispirata a quel programma elettorale che, seppure ampiamente sottoscritto e partecipato, rischia, non già solo per il modesto esito elettorale, in particolare della lista dei “Coraggiosi”, quanto piuttosto per il palese disinteresse di alcuni suoi fautori, di cadere nel dimenticatoio.

Non vedo dunque in questo pessimo inizio di consiliatura nessuna volontà di cambiamento o di voler anteporre ai propri, gli interessi dei Palermitani, né di voler affrontare con la necessaria urgenza i gravissimi problemi della nostra città, perdendo invece tempo prezioso nel litigare per le poltrone da occupare senza alcun riguardo delle regole democratiche, che se rispettate renderebbero tutto molto più facile. Se ogni singolo Consigliere prendesse doverosamente coscienza del suo reale peso elettorale dovrebbe essere, se del caso, anche disponibile a fare un passo indietro.

Vedo, invece il nascere di “innaturali” sodalizi tra alcuni esponenti “ingannevolmente” autorevoli dell’opposizione con vari componenti della maggioranza, il consumarsi di un vero e proprio golpe contro le regole democratiche e la volontà, maldestramente nascosta, di rinunciare alla funzione di pungolo e controllo che l’opposizione è chiamata a svolgere nei suoi confronti.

Né poi il richiamo a logiche di agibilità politica appare pertinente e convincente, atteso che, a tutto voler concedere, la garanzia di democratica funzionalità del Consiglio è stata semmai pesantemente minata dalla scelta dal presunto leader dell’opposizione, di non far parte di nessuno dei due dei due Gruppi di minoranza che lo hanno sostenuto, evidentemente per poter restare autonomo nelle sue opzioni.

Tale scelta, di aver le mani libere, non può che trovare una sola spiegazione e cioè quella di non volere essere in nessun modo vincolato a logiche di opposizione né di gruppo, avendo verosimilmente stretto, visto lo straordinario trattamento di favore (non legittimo) a lui concesso, un patto di non belligeranza con la maggioranza.

Desidero in ogni caso rassicurare quanti (3925 preferenze) hanno avuto fiducia in me e nel mio Movimento (votando, su mia richiesta, Ferrandelli,) che continuerò a portare avanti , assieme a chiunque in consiglio mi sostiene o dovesse decidere di farlo, il programma elettorale da me co-elaborato e illustrato nei lunghi mesi della campagna elettorale e al contempo ammonisco, chi pensa di potere ancora aggirare con disinvoltura le regole democratiche, che mi attiverò, già subito dopo la prossima seduta del 21, se queste regole venissero ancora una volta calpestate, agendo in ogni forma e in ogni sede per fare si che, volenti o nolenti, i protagonisti di questo scenario politico rispettino gli impegni assunti con gli elettori e il processo democratico di formazione delle scelte politiche e amministrative.

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