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Sferracavallo, il progetto del collettore a rischio: la presa di posizione del PD

Dubbi sull'impatto ambientale della condotta sottomarina: la politica locale preme per una revisione del piano

TUTELA DEL TERRITORIO

Collettore nord e scarico a Sferracavallo: il PD chiede alternative al progetto sottomarino

Gli esponenti democratici bocciano l’ipotesi di condotta nell’Area Marina Protetta e premono per la salvaguardia dell’ecosistema locale.

Ieri pomeriggio, presso la struttura dedicata al contrasto del dissesto idro-geologico in piazza Ignazio Florio, si è tenuto un confronto istituzionale tra i consiglieri comunali e circoscrizionali del Partito Democratico e il Commissario Sergio Tumminello. L’incontro ha puntato i riflettori sui progetti relativi al dissesto idro-geologico e al sistema di depurazione delle acque del capoluogo siciliano, sollevando criticità significative riguardo al completamento del collettore nord.

Il nodo della condotta sottomarina

Al centro della discussione è finito il piano tecnico che prevede lo scarico delle acque tramite una condotta sottomarina situata a Punta Matese. L’opera, con una lunghezza di 850 metri e una profondità di 35 metri, ricadrebbe direttamente nella zona C dell’area marina protetta. Nonostante le rassicurazioni tecniche sul basso impatto ambientale, la soluzione prospettata non ha convinto la delegazione dem, che ha sollevato forti dubbi sulla reale sostenibilità dell’intervento in un ecosistema fragile e meritevole di particolare tutela.

La posizione dei consiglieri del PD

A motivare la contrarietà sono stati i consiglieri comunali Teresa Piccione, Rosario Arcoleo, Mariangela Di Gangi e Fabio Teresi, insieme ai consiglieri della VII circoscrizione Damiano Cacioppo e Fabio Costantino. In una nota ufficiale, i rappresentanti politici hanno spiegato le ragioni della loro posizione:

“A fronte di questo, abbiamo espresso contrarietà alla soluzione prospettata, perché malgrado le rassicurazioni di basso impatto ambientale, il progetto, non è sostenibile rispetto all’ importanza del ambiente dell’ area marina protetta che va tutelata. Da questo confronto, quindi, sono emerse delle divergenze che possono essere superate solo con la valutazione di alternative al progetto attuale, che garantiscano la risoluzione delle problematiche relative agli allagamenti delle borgate con l’attuazione dei progetti esecutivi già in fase di bando, ma che contemporaneamente scongiurino lo scarico nel mare di Sferracavallo”.

Verso una soluzione condivisa

La richiesta avanzata dal gruppo è netta: la priorità resta la messa in sicurezza delle borgate dai rischi di allagamento attraverso i progetti già in fase di bando, ma tali interventi non possono prescindere dalla tutela del mare. Il confronto con il Commissario Tumminello apre dunque una fase di riflessione tecnica necessaria, in cui l’amministrazione sarà chiamata a valutare percorsi progettuali alternativi. L’obiettivo comune resta quello di trovare una sintesi capace di coniugare le inderogabili esigenze di sicurezza del territorio con la preservazione ambientale del litorale di Sferracavallo.

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