Sicilia, un mese dopo l’emergenza: la Regione apre i cantieri e sostiene chi ha perso tutto
Il bilancio delle prime quattro settimane: 681 milioni di euro mobilitati, lavori urgenti su porti e strade, aiuti a famiglie e imprese
EMERGENZA NISCEMI
Un mese dopo il ciclone Harry e la frana di Niscemi: la Regione Siciliana fa il punto sugli interventi
Dal fondo emergenze da 681 milioni ai contributi per gli sfollati, dai lavori urgenti nei porti agli aiuti alle imprese: ecco tutto quello che è stato messo in campo nelle prime quattro settimane
Quattro settimane di lavoro continuo, risorse mobilitate, cantieri aperti e famiglie assistite. A un mese dal ciclone Harry e dalla frana che ha colpito Niscemi, la Presidenza della Regione Siciliana traccia un bilancio delle misure adottate per fronteggiare una delle emergenze più complesse degli ultimi anni. Un quadro che racconta non solo i numeri, ma soprattutto le scelte operative prese in tempi rapidi per rispondere ai bisogni concreti di cittadini e imprese.
Il quadro finanziario: 681 milioni di euro per l’emergenza
La Regione ha costruito sin da subito un’architettura finanziaria solida. Il governo Schifani ha istituito un fondo emergenze da 681 milioni di euro, alimentato da 588 milioni di risorse europee (fondi Fesr e Fse 2021-2027) e da 93 milioni di risorse regionali. È stato dichiarato lo stato di emergenza regionale, cui ha fatto seguito quello nazionale, e si è attivata una cabina di regia per coordinare tutti gli interventi sul territorio.
Niscemi: sfollati assistiti e frana monitorata
A Niscemi, dove la frana ha costretto centinaia di famiglie ad abbandonare le proprie abitazioni, la macchina degli aiuti si è messa in moto rapidamente. La Regione ha avviato l’erogazione dei contributi per l’autonoma sistemazione (CAS), compresi tra i 400 e i 900 euro: 252 famiglie hanno già ricevuto un beneficio medio di 800 euro, su circa 440 richieste pervenute. Il plafond stanziato è di 2,5 milioni per la prima fase, a cui si aggiungono altri 2,5 milioni per una seconda tranche.
Il sindaco di Niscemi è stato nominato soggetto attuatore di tutti gli interventi locali. La Regione ha messo a disposizione 16 alloggi dello Iacp di Caltanissetta e la Protezione civile ha accreditato al Comune 1 milione di euro per le spese emergenziali immediate. All’interno del palazzo municipale è attiva una sede distaccata dell’ufficio del commissario, per supportare i cittadini nelle pratiche burocratiche.
Sul fronte della sicurezza, sono stati stanziati 2 milioni per la prima fase di indagine e monitoraggio della frana, a cui seguiranno altri 3,5 milioni per gli approfondimenti successivi. La Protezione civile regionale gestisce nella palestra comunale una struttura con decine di posti letto e una mensa capace di servire centinaia di pasti al giorno. L’assessorato alla Salute ha disposto, infine, l’esenzione totale dai ticket sanitari per un anno per tutti i residenti nella zona rossa.
Contributi a fondo perduto fino a 20mila euro
Per sostenere le attività produttive colpite, il governo regionale ha pubblicato due avvisi pubblici, gestiti da Irfis, che prevedono contributi a fondo perduto fino a 20mila euro, cumulabili con altri aiuti. Gli avvisi sono in scadenza il 28 febbraio, con un plafond iniziale di 23 milioni di euro da fondi regionali. Irfis ha approvato anche una moratoria sui mutui per i clienti danneggiati (domande entro il 10 marzo).
Per i lidi balneari, l’assessorato al Territorio ha sospeso i canoni delle concessioni demaniali marittime e ha introdotto procedure semplificate per la ricostruzione delle strutture danneggiate. Per le imprese di pesca e acquacoltura, l’assessorato all’Agricoltura ha stanziato 3 milioni di euro per i ristori.
Porti e viabilità: 18,3 milioni per i lavori urgenti
Il dipartimento regionale Tecnico, il cui dirigente generale è stato nominato coordinatore di tutti i soggetti attuatori, sta gestendo un piano di interventi urgenti del valore complessivo di 18,3 milioni di euro finanziati con fondi regionali.
Sul fronte portuale, 10,8 milioni sono destinati al ripristino degli scali danneggiati dalle mareggiate. Sono già in esecuzione o in fase di avvio i lavori nei porti di Lampedusa, Stazzo e Pozzillo (Acireale), Catania-Ognina, Riposto e Stromboli. Sono in corso di affidamento gli interventi a Portopalo di Capo Passero, Ustica, Levanzo, Marsala, Santa Tecla, Santa Maria La Scala, Capo Mulini, San Giovanni Li Cuti, Porto Rossi e Santa Marina di Salina.
Per la viabilità, 6,8 milioni finanziano il ripristino stradale nelle località più colpite. Sono già avviati lavori di somma urgenza a Linosa e sui lungomare di Furci, Letojanni, Nizza di Sicilia, Sant’Alessio e Santa Teresa di Riva. Sono in affidamento interventi nel territorio di Niscemi e sulle arterie di Alia e Altofonte. A questi si aggiungono ulteriori 19,3 milioni oggetto di richiesta alla Protezione civile nazionale.
Il primo mese di emergenza ha messo alla prova la capacità di risposta dell’amministrazione regionale su più fronti contemporaneamente. Le risorse mobilitate sono ingenti, i cantieri aperti, le famiglie parzialmente sostenute. Adesso la sfida si sposta sulla velocità di esecuzione: trasformare stanziamenti e procedure in risultati tangibili per chi ha perso casa, lavoro o la propria attività. Sarà quello il banco di prova vero dei prossimi mesi.



