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Emergenza idrica, Ciciliano nominato commissario straordinario

Il presidente Schifani accoglie la nomina e sottolinea l’efficacia degli interventi già avviati in Sicilia

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Ciciliano commissario straordinario per l’emergenza idrica: Schifani esprime piena fiducia

Il presidente della Regione Siciliana accoglie con favore la nomina del prefetto da parte di Giorgia Meloni e ricorda i tre dissalatori realizzati in Sicilia come risposta concreta alla crisi

La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha nominato il prefetto Fabio Ciciliano commissario straordinario nazionale per la gestione della crisi idrica. Una scelta che il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, accoglie con piena soddisfazione, forte di una conoscenza diretta del funzionario maturata durante il suo mandato alla guida della Protezione Civile nazionale.

“Ne conosco le capacità e il rigore”

Schifani non si limita a un apprezzamento formale. “Ho già avuto modo di conoscerne e apprezzarne le capacità e il rigore nel ruolo di capo della Protezione Civile nazionale” dichiara il governatore siciliano, esprimendo la certezza che Ciciliano «saprà garantire interventi tempestivi ed efficaci nell’interesse dei cittadini e dei territori» anche nel nuovo incarico.

La Sicilia e i tre dissalatori: un modello da replicare

Il presidente della Regione ricorda anche il percorso già compiuto dall’isola per fronteggiare la siccità. “In Sicilia”, sottolinea Schifani, “con la sinergia della struttura commissariale nazionale abbiamo affrontato e superato una grave emergenza idrica” Al centro di questa risposta ci sono i tre dissalatori realizzati sul territorio, definiti dal governatore “una risposta concreta e strategica per garantire l’approvvigionamento idrico”.

Un modello operativo, quello siculo, costruito sulla collaborazione istituzionale tra livello regionale e nazionale, che ora — con Ciciliano al timone del tavolo straordinario — potrebbe trovare slancio su scala più ampia. La partita dell’acqua, in Italia come nel Mediterraneo, si gioca su tempi stretti e richiede decisioni che non ammettono rimandi.

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