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Cicero a SudPress: “Il mio impegno contro il malaffare”

Riceviamo e pubblichiamo dai colleghi di SudPress un intervista rilasciata dal presidente dell’Irsap Alfonso Cicero.

Entro gennaio saranno stanziati 400 mila euro per la riqualificazione dell’area di sviluppo industriale di Catania. “Già da gennaio partiranno i finanziamenti che rientrano nell’ambito del bilancio dell’IRSAP per la manutenzione straordinaria dei tratti di strada disastrati della zona industriale della città” – è quanto ci ha detto il presidente dell’IRSAP Alfonso Cicero a margine dell’incontro che si è tenuto presso la Link Campus University.

Nell’ambito del convegno sulla legalità, al quale hanno partecipato diversi rappresentanti del modo delle istituzioni nazionale, regionali e locali, il presidente Cicero ha portato la testimonianza della sua esperienza amministrativa e soprattutto di vita personale.

Una personalità particolarmente interessante quella di Cicero, figlio di un tempo nel quale ricoprire posizioni di
potere ed agire con trasparenza non rappresentano esattamente la stessa faccia della medaglia.
Ha avuto una motivazione istituzionale la sua presenza al convegno, lui stesso lo ha voluto precisare. Attento alle parole, discreto e chiaro ma con tante cose da dire, anzi da raccontare. Il contenuto del suo discorso per nulla fatto di retorica ma argomentato con numeri e fatti.

“L’IRSAP ha ereditato il peggior bilancio che si potesse amministrare – ha spiegato – fatto di degrado non solo amministrativo ma anche economico e strutturale, collusioni e malaffare regnavano sovrane. Quando ho iniziato la mia battaglia in un certo senso potevo aspettarmi di ritrovarmi poi in una situazione difficile ma ho capito che a parlare erano istituzioni, politici e mi sono addirittura chiesto se era il caso fermarmi ma non l’ho fatto”.

Appena arrivato al vertice dell’Ente siciliano, Cicero ha fatto fin da subito sentire la sua presenza cercando in ogni mondo di scardinare il sistema di collusione che dominava le ex ASI: “Ho lincenziato tre dirigenti nell’agosto del 2012, più della metà delle aziende erano inesistenti sul territorio – ha ricordato – un direttore generale mi disse che se avessi revocato le autorizzazioni alle aziende colluse questi me l’avrebbero fatta pagare. Io, in realtà, tentai di scuotere l’uomo e la persona per dire che se si vuole invece è possibile”. La famosa Cassa del Mezzogiorno è stata per anni la cassa della politica e del malaffare.

“Fiumi di finanziamenti sono arrivati – ha ricordato Cicero – avremmo potuto fare quattro Sicilie con tutti quei soldi”.

E invece molti dei finanziamenti sono andati perduti, o meglio i siciliani aspettano ancora di capire dove sono finiti. Andare avanti è possibile seppur con difficoltà ma dovrebbe essere la società civile a fare un passo avanti verso l’affermazione di un sistema di legalità condiviso in cui tutti possono denunciare senza aver paura di farlo. Oggi il presidente per le sue azioni contro il malaffare vive scortato 24 ore su 24, è costretto ad oggettive limitazioni della sua libertà personale.

“La risposta del criminalità è quotidiana, e non solo per le intimidazioni, ma io non ho paura perchè so che lo Stato c’è”.

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