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Chiude asilo Il giardino di Madre Teresa. Caritas Palermo: “Fare chiarezza”

Foto internet

Chiusura dell’asilo “Il giardino di Madre Teresa”, la Caritas di Palermo esprime il suo dispiacere.

Don Sergio Mattaliano: “Bisogna fare in questo momento chiarezza e questa è l’unica strada percorribile all’insegna della legalità”. “In qualche modo daremo il nostro sostegno. Non c’è alcuna riserva sulla continuazione del servizio, tanto importante e delicato per queste famiglie ma il problema è strettamente tecnico”

“La Caritas è dispiaciuta e amareggiata – sottolinea p. Sergio Mattaliano direttore della Caritas di Palermo da poco più di un anno – per quanto è avvenuto. Comprendo e capisco le difficoltà che ci sono, soprattutto da parte dell’associazione che in questi anni si è spesa a favore di questi bambini, ma bisogna fare in questo momento chiarezza e questa è l’unica strada percorribile all’insegna della legalità. Si tratta intanto di un immobile che non appartiene alla Caritas perché questa, in qualità di organismo pastorale, non può essere proprietaria perché non è una persona giuridica. Pertanto, purtroppo la questione non è di mia competenza e sarà la Curia a chiarire, con documentazione alla mano, qual è lo stato dell’immobile e l’eventuale relativa proprietà”. Così il direttore della Caritas diocesana di Palermo in merito alla chiusura di “Il giardino di Madre Teresa”, l’asilo interculturale di piazza dell’Origlione (Ballarò) gestito dall’associazione Kala onlus, nei confronti del quale  è stato emesso a novembre un provvedimento dell’Asp che vieta di proseguire il servizio perché negli anni non sono stati espletati dei lavori di adeguamento a norma dell’immobile per la sua destinazione d’uso, più il pagamento di una multa di 5 mila euro.

“Naturalmente la Caritas, per quello che sono le sue possibilità, cercherà di venire incontro all’associazione, dando anche un contributo economico per il pagamento del verbale – continua don Mattaliano -. Ribadisco che non ho alcuna riserva sulla continuazione del servizio tanto importante e delicato per queste famiglie ma il problema, adesso, è strettamente tecnico”.

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