PoliticaPrimo Piano

C’erano una volta le elezioni regionali

Foto Internet

C’erano una volta le elezioni regionali con candidati rubicondi e battaglieri che battevano strade e piazze facendo il pieno di baci e abbracci e di consensi. C’erano una volta le elezioni regionali con i cinema e i teatri strapieni per i ras del preferenze e i leader di partito che sbarcavano a posta da Roma.

C’erano una volta le elezioni regionali con i posti da barelliere sulle ambulanze che si moltiplicavano e altre mille promesse pronte a realizzarsi. Sì una volta c’era l’aria delle elezioni regionali: i manifesti occupavano ogni muro libero e le cassette delle lettere, l’amico di famiglia che non vedevi per cinque anni si rifaceva vivo con il candidato di turno e poi i mille aperitivi, pranzi e cene che consentivano di risparmiare sui pasti quotidiani per almeno un mese.

C’erano una volta le elezioni regionali, ma adesso non ci sono più. Intendiamoci, domenica 28 Ottobre si voterà ma forse la campagna elettorale del 2012 verrà ricordata come una delle più scialbe della storia politica siciliana. Nessun clamore, quasi vergogna a parlare di politica. Su di tutto l’apatia o addirittura la rabbia della gente.

L’aria che si respira a Palermo e Catania e anche nei più piccoli centri di provincia è pesante soprattutto per i candidati che si muovono con prudenza, quasi con incertezza nel timore di essere travolti dal tornado dell’antipolitica. E mentre Beppe Grillo è l’unico che riesce a riempire le piazze, i candidati dei partiti scelgono il basso profilo, riunioni per pochi intimi: meglio 30 persone sicure che un flop nella pubblica piazza. Nessuna festa o party, con sommo dispiacere dei titolari delle discoteche o delle grandi sale.

È il sintomo evidente di una campagna elettorale strana, quasi impalpabile. Ma nel silenzio si coglie meglio il mormorio della gente, e qualche risposta piccata: “sono tutti uguali”. C’è chi rifiuta i ‘santini’ per strada e chi preferisce, in una domenica di un caldo Ottobre, rifugiarsi sulle spiagge per godersi gli ultimi scampoli d’estate piuttosto che raggiungere il comizio o l’evento elettorale. Ed è arrivata l’ultima settimana di campagna elettorale. Candidati alla Presidenza della Regione e all’Ars in giro per cercare gli ultimi voti, quasi supplicanti.

Chi una volta gestiva il potere pieno di sé e sfoggiava la retorica dei temppi andati, oggi si presenta dimesso occhi lucidi e con una preghiera sulle labbra davanti ad un corpo elettorale spossato e indignato da anni di malgoverno. E man mano che il giorno del giudizio elettorale si avvicina, un brivido corre sulla schiena della politica siciliana: il 29 Ottobre il risultato elettorale potrebbe rompere il silenzio con il ruggito potente dell’antipolitica in salsa siciliana. Con tanto di vittime illustri.

Adriano Frinchi

Articoli Correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Back to top button