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C’erano una volta due mici randagi di città…

Una vita tutta in salita quella di un gatto da strada in una grande città. Sin dall’alba una scommessa col destino, dove la posta in gioco non ammette errori e come una roulette russa può condannare irrimediabilmente; non è  concessa una “seconda mano” di gioco e l’imprevisto può essere fatale.

Così giorno dopo giorno, ora dopo ora, il nostro amico a quattro zampe si è abituato a diventare invisibile, quasi mimetizzato nell’ambiente; essenza  vivente in una giungla di cemento. Si, lui non è un cane, non si sente smarrito senza la dipendenza dall’essere umano, lui è un felino metropolitano e la sua dignità genetica gli impone una vita libera; ma nella giungla di città vi è un solo signore e padrone che impone regole e leggi. Un padrone che viaggia a bordo di sfreccianti e veloci animali d’acciaio, pronti a calpestare chi ha l’ardire di rallentarne la corsa; un padrone che mal tollera durante il giorno miagolii di animali che ne invadono il regno, che per sopravvivere rovistano la notte tra i rifiuti e si accoppiano tra rumorose risse e fastidiosi lamenti.

Ma questa è una storia quotidiana , nessun imprevisto solo routine…  L’evento inaspettato però si materializza in città, nella zona di viale Strasburgo ed è annunciato prima con un mormorio, un passaparola, quasi una leggenda che corre da gatto in gatto e racconta di cani e di pericolo. E’ una storia vecchia tramandata dalle mamme gatto ai loro piccoli sin dalla notte dei tempi, ma questa non è una leggenda è un fatto accaduto.

“ Già da un anno circa tra gli amanti degli animali, correva voce che nella zona tra via Belgio, viale Strasburgo, via Danimarca e vie limitrofe, si aggirassero due cani di razza chow chow liberi, tanto da supporre inizialmente a un possibile caso di smarrimento – inizia Pascale Ballof ,originaria della Germania e residente a Palermo da più di trent’anni, appassionata di animali sin da bambina ed in prima linea nella difesa e nella tutela di quattro zampe in difficoltà, tante le adozioni riuscite grazie al suo intervento- i cani si appurò presto  non fossero smarriti ma di proprietà del gestore di un’attività nella  zona”.

“ Ma – continua Pascale- da quel periodo in poi, persone che si occupano in quel territorio di rifocillare i gatti di strada, hanno cominciato a lamentare la misteriosa scomparsa e l’allontanamento di numerosi loro animali, tanto da pensare che la presenza dei cani liberi allontanasse i gatti; da appassionata di animali, ho avvertito il proprietario dei cani invitandolo ad evitare che i suoi animali vagassero senza controllo soli nel quartiere”.

Il 29 aprile è una telefonata di inizio giornata a casa di Pascale Ballof che l’ avverte dell’uccisione di un micio da parte dei due chow chow, alla quale aveva assistito dalla veranda una signora, a farla correre sul posto: ”Arrivo velocemente in via  Norvegia dove la micia era esamine sull’asfalto; mi viene spiegato dalla signora testimone dei fatti che la gatta anziana, inseguita dai cani, dopo aver trovato rifugio sotto un’auto parcheggiata, aveva cercato di saltare su un muretto ma era scivolata rimanendo in loro balia ”.

“Avverto della situazione le forze dell’ordine e gli operatori della Polizia Municipale Nucleo Cinofili nel frattempo giunti sul posto, la signora che aveva assistito alla scena denuncia formalmente l’accaduto e io sollecito maggiori controlli perché un fatto simile non si verifichi mai più; la gatta viene prelevata dalla Polizia Municipale per essere sottoposta ad autopsia nei luoghi preposti”.

“Un episodio che nella zona ha messo in allarme tutti coloro che hanno a cuore il benessere animale, del quale ho avvertito anche Maurizio Pedicone , dirigente responsabile dei diritti degli animali al Comune di Palermo; aggravato da un altro evento  che nei giorni successivi ha visto Alessio Di Dino, noto volontario protagonista di tante  battaglie per la tutela dei diritti degli animali, impegnato in un rocambolesco salvataggio di un micio rifugiatosi per tre giorni su un albero recuperato da Alessio dopo una pericolosa “scalata”, proprio nella zona nella quale precedentemente si era verificato il triste episodio”, afferma ancora Pascale Ballof.

“Ma il 18 maggio  ancora una telefonata ad annunciare un’altra aggressione a un  micio da parte dei cani– incalza l’intraprendente tedesca, amante degli animali- a comunicarmi la notizia, una mia amica che aveva assistito alla scena riuscendo a mettere in fuga i due chow chow con le sue urla , ma il gatto ferito dopo essere stato morso, era fuggito nella zona verde vicino il bar Collica. Una ricerca durata cinque giorni , durante i quali ho sollecitato tanti appassionati presenti su facebook per un aiuto nel soccorso al gatto ma l’unica a rispondere al mio appello è stata Agostina Barone, colei che riuscirà a trovare l’animale ferito ormai in setticemia che poco dopo morirà nell’ambulatorio veterinario”.

“Ancora una denuncia dei fatti e tante email di sollecito per  porre l’accento sui gravi episodi alle autorità preposte da appassionati di animali da tutta Italia – sottolinea Pascale- tanta tenacia da parte del Nucleo Cinofili della Polizia Municipale e di Maurizio Pedicone nel trovare una soluzione per garantire l’incolumità dei gatti di strada. Il proprietario dei cani finalmente resosi conto della gravità degli episodi causati dai suoi animali, ha deciso nel frattempo di predisporre un recinto che non consentisse più ai cani di vagare in strada liberi e soli”, conclude Pascale Ballof.

Chissà se il nostro micio randagio un giorno deciderà che la città non fa più per lui e stanco della sua essenza tra il  cemento, abbandonerà l’uomo del quale in fondo non ha mai avuto bisogno, chissà se questa vicenda risolta con la collaborazione di tutte le parti coinvolte, servirà da insegnamento per capire che il dialogo, la prevenzione la buona volontà e la solidarietà sono gli unici strumenti utili per l’evoluzione di una società che ama definirsi civile.

Massimo Brizzi

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Un Commento

  1. Lode a coloro che si sono attivati in questa vicenda, con la speranza che i suddetti cani davvero non fuggano piu’.
    Vorrei far presente che nella medesima zona della citta’ (Strasburgo, San Lorenzo, Resurrezione) un altro branco di cani padronali gira indisturbato a tutte le ore del giorno e della notte, a far razzie di poveri gatti.
    I cani si palesano in un numero variabile da due a cinque e sono ospiti di Villa Pantelleria, gestita dall’attore Lollo Franco, il quale innumerevoli volte è stato pregato dalla gente della zona che accudisce le colonie feline, di assicurarsi che i suoi cani (veri e propri killer di gatti) non fuggano piu’.
    Speriamo che anche questa vicenda possa concludersi prima
    possibile.

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