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Centro pro Arenella: “Abbassate quella musica, è assordante”

Hanno raccolto trecento firme i residenti di via Papa Pio XII°, una piccola arteria del quartiere Arenella, per dire basta ai rumori molesti ed assordanti provocati dalla musica sparata a palla dai responsabili del “Centro pro Arenella”.

Si tratta di un luogo che accoglie bambini e ragazzi della zona, allo scopo di sottrarli alla strada, allietando i loro pomeriggi con giochi e danze. Una finalità sicuramente degna di lode, se non fosse che i momenti ludici riservati ai piccoli si protraggono, soprattutto in estate complice la bella stagione, fino a tarda notte con musiche degne del miglior Billionaire.

Solo che qui non siamo a Porto Cervo, ma in un’area di Palermo fortemente urbanizzata, piena di edifici (uno dei quali ospita una casa di riposo per anziani), che circondano il famigerato Centro. La raccolta delle firme era stata già avviata lo scorso anno dal benzinaio della zona, Gioacchino Galioto, stanco di non poter più riposare la notte allo scopo di fare una petizione popolare per chiedere alle autorità ed alle istituzioni di intervenire per far abbassare il volume di quel frastuono. Ma nulla di fatto. A distanza di un anno non vi è stato nessun intervento né da parte delle Forze dell’ordine né tanto meno dall’amministrazione comunale.

“Il problema- ci spiega Galioto- è che la situazione è divenuta insostenibile. Qui non si dorme più. Abbiamo più volte richiesto l’intervento delle Forze dell’odine ma le nostre richieste sono rimaste inascoltate”.

A fargli eco una ltro residente di via Papa Pio XII°, che però preferisce non essere menzionato.

“C’è anche un problema legato alla sicurezza perché- spiega- all’interno del centro non vengono rispettate le più elementari norme sulla sicurezza; non ci sono estintori, né vie di fuga. E ancora, lì si vendono bibite ed altri generi alimentari senza che venga rilasciato lo scontrino fiscale. Desidero lanciare un appello: non pretendiamo che venga chiuso, perché capiamo l’importante azione svolta nei confronti dei ragazzi, ma chiediamo che almeno venga abbassato il volume della musica”.

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