Caos stipendi al CEFPAS: i sindacati proclamano lo stato di agitazione
Il Cobas Codir denuncia il blocco degli arretrati contrattuali e dei buoni pasto per il personale dell'ente

SINDACATI
CEFPAS, scatta la protesta: il sindacato Cobas Codir proclama lo stato di agitazione
Mancato pagamento degli arretrati contrattuali, indennità accessorie e buoni pasto fermi da mesi: i lavoratori dell’ente di formazione sanitario pronti alla mobilitazione.
Il clima si fa teso all’interno del CEFPAS, l’ente dedicato alla formazione del personale sanitario siciliano. La mancata riscossione di diverse spettanze economiche ha spinto le rappresentanze dei lavoratori a rompere gli indugi, segnalando una situazione di stallo che perdura nonostante i tentativi di mediazione dei mesi scorsi. Al centro della disputa si trovano i ritardi nell’applicazione dei nuovi contratti e il blocco di benefici essenziali che integrano lo stipendio base.
Il sindacato Cobas Codir ha formalizzato lo stato di agitazione del personale, denunciando il fallimento delle interlocuzioni verbali avute con la direzione amministrativa. Secondo l’organizzazione, le rassicurazioni ricevute non si sono trasformate in atti concreti, lasciando i dipendenti in una condizione di incertezza finanziaria non più tollerabile.
“Nonostante le diverse interlocuzioni per le vie brevi con la direzione amministrativa del CEFPAS, seguite da rassicurazioni rimaste tali, a tutt’oggi il personale del CEFPAS non ha, a tutt’oggi, percepito gli arretrati contrattuali del CCNL 22-24 fino al 30 ottobre 2024, ovvero fino a quando al suddetto personale si applicava il CCNL Sanità e gli arretrati contrattuali dal 31 ottobre 2024, da quando con apposita delibera di giunta regionale è stato deciso di applicare il CCRL 22-24, a tutt’oggi”
– Michele D’Amico, responsabile sindacale regionale del Cobas Codir.
La protesta non riguarda soltanto gli adeguamenti dei contratti collettivi. Il sindacalista sottolinea come la sofferenza economica dei lavoratori sia aggravata da ulteriori mancanze gestionali: “Si aggiungono sia la mancata erogazione della performance e delle indennità varie relative agli anni 2024 e 2025, sia la mancata erogazione dei buoni pasto da circa 7 mesi”.
Questa carenza di liquidità incide direttamente sulla quotidianità dei dipendenti. “Non vi è alcun dubbio – commenta D’Amico – che la mancata erogazione di quanto spettante al personale ha l’immediata conseguenza di depauperare fortemente il potere d’acquisto degli stipendi del personale, a maggior ragione, nel corso dell’attuale congiuntura economica di crisi e di instabilità della politica mondiale che vede aumentare fortemente il costo delle materie prime”.
L’azione di protesta mira ora a coinvolgere i vertici della Regione Siciliana per sbloccare i pagamenti in tempi brevi.
“Abbiamo pertanto proclamato lo stato di agitazione del personale del CEFPAS e allo stesso tempo invitato tutti gli organi istituzionali competenti a intervenire e a vigilare affinché si sblocchi, senza ulteriori ritardi, la mancata erogazione degli emolumenti che, ribadiamo, e non sono più sostenibili da tutto il personale dell’Ente”.
La sigla sindacale avverte che la mobilitazione potrebbe inasprirsi qualora l’amministrazione non dovesse fornire risposte immediate e tangibili. “Sia chiaro, in assenza di riscontri concreti ci riserviamo di intraprendere tutte le azioni necessarie a tutela dei diritti e del potere d’acquisto dei lavoratori”, conclude Michele D’Amico.
La palla passa adesso alla direzione dell’ente e agli uffici regionali, chiamati a fornire chiarimenti sulle tempistiche di erogazione delle somme dovute per evitare che il disagio dei lavoratori sfoci in forme di protesta più radicali capaci di rallentare le attività del centro.



