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Caso Crocetta: giornalisti Espresso in procura


La procura di Palermo, che ha smentito l’esistenza dell’intercettazione in cui Tutino avrebbe augurato all’assessore alla Sanità Lucia Borsellino di fare la stessa fine del padre, ha aperto un’indagine subito dopo la pubblicazione del pezzo.
E si dice sia stato ispirato dalla vicenda Crocetta la presentazione e l’approvazione di un emendamento alla Camera che che prevede fino a quattro anni di carcere per chi diffonde intercettazioni e video illegali, non autorizzati dall’autorità giudiziaria. L’iniziativa parlamentare è di un deputato siciliano, l’onorevole Alessandro Pagano, non nuovo a queste proposte, che appartiene ad un partito, il Nuovo Centrodestra, che ha una posizione molto dura sulle intercettazioni.
Un passo preoccupante per la libertà di informazione, poichè questo emendamento rischia di privare i cittadini della possibilità di conoscere di che pasta sono fatti gli uomini politici ed i parlamentari.
Perplesso anche il ministro della Giustizia Orlando soprattutto sulla pesantezza della condanna, dicendosi di fatto contrario alla punizione dei giornalisti con il carcere, ipotizzando una modifica della norma. Anche Palazzo Chigi tiene il punto, l’acordo può essere trovato su un equilibrato bilanciamento del diritto di cronaca e della salvaguardia della privacy. I cittadini che non sono coinvolti nell’indagine penale, dovrebbero essere tutelati. Divieto di pubblicazione di nomi estranei alle inchieste.

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