CronacaPalermoPrimo PianoSicilia

Caso Cannes: archiviata la querela contro il giornalista Panasci, riconosciuto il diritto di cronaca

Il giornalismo d'inchiesta vince contro la querela bavaglio

Il Gip di Palermo ha archiviato la querela presentata dal dirigente della Sicilia Film Commission Nicola Tarantino e dall’ex sovrintendente della Foss Francesco Di Mauro contro il giornalista Francesco Panasci, direttore responsabile de ilmoderatore.it. Una vittoria netta per la libertà di stampa che riconosce il pieno esercizio del diritto di cronaca.

L’inchiesta sui 4 milioni alla società lussemburghese

La vicenda era nata da un approfondimento giornalistico pubblicato da Panasci sulla procedura con cui l’assessorato regionale al Turismo aveva conferito un incarico diretto di circa 4 milioni di euro alla società lussemburghese Absolute Blue Sa per la questione Cannes, oltre a un’intervista riguardante la Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana.

Il giudice: “Nessun intento diffamatorio, solo cronaca”

Il giudice ha stabilito che il fatto non sussiste, riconoscendo che l’attività del giornalista si è collocata pienamente nell’esercizio del diritto di cronaca, nel rispetto dei principi di veridicità, continenza e interesse pubblico, escludendo qualsiasi intento diffamatorio.

Il prezzo dell’informazione

L’avvocato Tony Palazzotto, che ha assistito Panasci, ha accolto con equilibrio il provvedimento, sottolineando però come la vicenda abbia avuto concrete ripercussioni professionali ed economiche per il giornalista. Durante il procedimento è emerso infatti che Panasci ha dovuto rinunciare per ragioni di incompatibilità al finanziamento regionale già concesso per il documentario “Ingrate”, realizzato dalla sua società. Alla rinuncia è seguita la formale revoca del contributo firmata da Tarantino, con un impatto reale su un progetto già strutturato e finanziato.

Una sentenza che dimostra il valore fondamentale del giornalismo d’inchiesta quando si occupa di questioni di interesse pubblico, anche quando questo comporta costi personali e professionali per chi sceglie di fare informazione senza compromessi.

Il diritto dei cittadini a essere informati su come vengono spesi milioni di euro di denaro pubblico prevale su qualsiasi tentativo di intimidazione o silenziamento. È questa la vera vittoria che emerge dall’archiviazione, un messaggio chiaro a chi crede che le querele possano sostituirsi al confronto pubblico e alla necessaria accountability delle istituzioni.

L’intervista e la posizione dell’intervistato

Nell’ambito della stessa ordinanza di archiviazione, il Giudice ha valutato anche l’intervista realizzata nel corso della trasmissione oggetto della querela. Le dichiarazioni rese dall’intervistato Giorgio Pace sono state ritenute espressione legittima del diritto di critica e di cronaca, in quanto riferite a fatti di interesse pubblico, escludendo profili penalmente rilevanti.

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio