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Carte d’identità false, indagini su calciatori: ombre su Bergessio

Bergessio. foto Internet

La notizia è di quelle che rimbombano, tuonano in un ambiente già martoriato dalle recenti note vicende: carte d’identità false per alcuni giocatori sudamericani, ottenute grazie ad un traffico di false cittadinanze scoperto dalla Procura di Fermo.

Non è ancora passato il vento di bufera dovuto allo scandalo del Calcioscommesse che i principali campionati calcistici italiani rischiano di finire in un altro vortice giudiziario, che vede coinvolte 15 squadre di Serie B e 5 di Serie A.
L’inchiesta è partita dai carabinieri di Fermo, condotta dal capitan Pasquale Zacheo e ha messo in luce il traffico di documenti falsi “utile” ad alcuni calciatori sudamericani ad aggirare la regola restrittiva sui tesseramenti dei giocatori extracomunitari. Questi, recandosi a Fermo, entravano in contatto con un’organizzazione criminale, gestita da dirigenti e amministratori comunali e procuratori sportivi, che approfittando della mancanza di controlli naturalizzava italiani calciatori provenienti dal Sudamerica. Secondo prime indiscrezioni sono già emerse 45 carte d’identità fittizie e gli iscritti sul registro degli indagati sono 34.

Non solo calciatori quindi, ma anche atleti di altre discipline che hanno sfruttato la procedura irregolare e che quindi rischiano adesso, insieme ai dirigenti ideatori del sistema, la contestazione di reati quali abuso d’ufficio, falso ideologico, associazione a delinquere, falsificazione di atti, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e violazione dei sistemi informatici.
Ma c’è di più. Nonostante la vicenda sia solo agli inizi, cominciano ad emergere i primi dettagli a riguardo: tra le squadre interessate ci sarebbero una grande del nord Italia, una delle due squadre della capitale e un club del Sud. Circolano indiscrezioni, riportate prima da “Il Fatto Quotidiano”, poi da “Sportmediaset”, secondo le quali tra gli atleti coinvolti potrebbe esserci il centravanti argentino del Catania Gonzalo Bergessio. Sarebbero quindi in corso accertamenti per verificare la validità della documentazione dell’attaccante rossazzurro. La procura sta comunque vagliando la posizione di una ventina di calciatori che risultano residenti in abitazioni intestate ai loro procuratori sportivi, ma che in realtà vivono altrove.
Non c’è pace quindi per il mondo calcistico italiano, costretto probabilmente ad affrontare un secondo scandalo nel giro di pochi mesi. Dopo Calciopoli l’obiettivo era ripulire e far sì che vicende simili non si ripetessero, ma quelle emerse negli ultimi dodici mesi hanno ormai minato oltremodo la credibilità di uno sport che è già in crisi rispetto al resto d’Europa.

 

Paolo Guagliardito

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