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Carburanti, i prezzi non calano con il petrolio: in Sicilia si paga ancora di più

Confimprese Italia denuncia un disallineamento strutturale tra greggio e pompa. Nell'isola prezzi sopra la media nazionale, con Palermo in testa.

ECONOMIA E TERRITORIO

Benzina e diesel, i prezzi non scendono con il petrolio: in Sicilia si paga di più

Confimprese Italia denuncia un disallineamento strutturale tra il costo del greggio e quello alla pompa. Il decreto di marzo 2026 introduce riduzioni temporanee, ma i primi dati mostrano effetti limitati.

Il prezzo della benzina e del diesel rimane alto anche quando il petrolio scende. È questa la fotografia che emerge dall’analisi diffusa da Confimprese Italia, che ha messo a confronto l’andamento del greggio con i prezzi praticati alla pompa negli ultimi vent’anni, portando alla luce una dinamica che penalizza famiglie e imprese. E per la Sicilia, i dati dicono che si paga ancora di più rispetto al resto del Paese.

Il conto non torna: greggio giù, prezzi no

Il metodo usato dall’associazione è semplice: convertire il costo del barile di petrolio in valore per litro — un barile equivale a 159 litri — per confrontarlo nel tempo con il prezzo finale al distributore. Il risultato è un’anomalia evidente.

Nel 2008, con il greggio ai massimi storici intorno ai 147 dollari al barile, la benzina costava circa 1,50 euro al litro. Nel 2022, con il petrolio a circa 114 dollari, si è superata la soglia dei 2,00 euro. Oggi il greggio si attesta intorno ai 100 dollari al barile, ma la benzina non scende sotto 1,80 euro. La materia prima costa meno, il prodotto finito resta caro.

“Nel 2022, a fronte dell’aumento dei prezzi, l’intervento pubblico si è concretizzato in una riduzione generalizzata delle accise, applicata in modo uniforme e per un periodo prolungato, con effetti significativi sul prezzo finale. Nel 2026, l’intervento previsto dal decreto-legge 18 marzo 2026, n. 33 presenta invece carattere temporaneo e limitato nel tempo, oltre a una diversa configurazione.”— Guido D’Amico, Presidente di Confimprese Italia

 prezzi benzina e diesel alti in Sicilia, il confronto con il greggio

Il diesel: il carburante dell’economia che non rallenta mai di prezzo

Se la situazione della benzina preoccupa le famiglie, quella del diesel pesa soprattutto sulle imprese. Storicamente il gasolio costava meno della benzina: una differenza che per decenni ha sostenuto la competitività del trasporto merci e della logistica. Questo vantaggio è scomparso.

Nel 2008 il diesel si aggirava intorno a 1,45 euro al litro. Nel 2022 ha superato i 2,00 euro, raggiungendo in molti casi il prezzo della benzina o superandolo. Oggi, con il petrolio su livelli inferiori ai picchi storici, il gasolio si mantiene intorno a 1,80 euro al litro, spesso in linea o al di sopra della benzina stessa.

“Negli ultimi anni, le politiche europee orientate alla progressiva riduzione dell’utilizzo dei motori diesel hanno inciso sulle prospettive del settore, influenzando gli investimenti lungo la filiera. Tuttavia, nel breve periodo, il diesel continua a rappresentare il principale carburante per il trasporto merci, la logistica e le attività produttive, determinando una domanda ancora elevata. Questo disallineamento tra orientamento futuro e utilizzo attuale contribuisce a generare tensioni sul mercato, che si riflettono anche sui prezzi al consumo.”— Guido D’Amico, Presidente di Confimprese Italia

Il decreto di marzo 2026: misure temporanee, effetti limitati

Il decreto-legge 18 marzo 2026, n. 33 ha introdotto una rimodulazione temporanea delle accise e strumenti di monitoraggio lungo la filiera per individuare eventuali anomalie nella formazione dei prezzi. Un segnale nella giusta direzione, secondo Confimprese, ma con effetti che — almeno nelle prime rilevazioni — appaiono inferiori alle attese.

“Alla luce dei primi andamenti registrati, la riduzione fiscale introdotta non sembra aver prodotto effetti pienamente proporzionali sul prezzo finale al consumo. Il confronto tra l’andamento del greggio e i prezzi alla pompa evidenzia una dinamica non perfettamente sovrapponibile nel tempo, con particolare evidenza nel comparto del diesel.”— Guido D’Amico, Presidente di Confimprese Italia

Sicilia: qualche centesimo in più che pesa molto

I dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy confermano che in Sicilia i prezzi dei carburanti sono mediamente superiori alla media nazionale, sia per la benzina che per il diesel. A Palermo, i prezzi al servito hanno superato con regolarità i 2 euro al litro per entrambi i carburanti.

Qualche centesimo in più potrebbe sembrare trascurabile, ma su base annua — moltiplicato per i consumi di una famiglia o di un’azienda con flotta di veicoli — diventa un costo significativo. In un territorio isolano, con infrastrutture ancora incomplete e un sistema produttivo che dipende in modo massiccio dal trasporto su gomma, il carburante non è solo un costo: è un moltiplicatore di tutti gli altri costi.

“Tale differenza, seppur apparentemente contenuta, assume un rilievo significativo se rapportata ai consumi delle famiglie e, soprattutto, delle imprese, incidendo direttamente sui costi di trasporto e sulla competitività del sistema economico regionale. In un territorio caratterizzato da una condizione di insularità e da una dotazione infrastrutturale non sempre adeguata, ogni incremento del costo dei carburanti produce effetti amplificati rispetto ad altre aree del Paese.”— Giovanni Felice, Coordinatore regionale Confimprese Sicilia e Vicepresidente Confimprese Italia

Giovanni Felice sgombra anche il campo dall’argomento dei costi di trasporto marittimo come giustificazione automatica del divario: la Sicilia ospita importanti poli di raffinazione sul proprio territorio, il che riduce parzialmente l’incidenza logistica. Il differenziale di prezzo, dunque, non si spiega solo con la geografia, ma richiede uno sguardo più attento a come si forma il prezzo lungo tutta la filiera.

La questione dei carburanti non è solo una voce del bilancio familiare: è un nodo strutturale dell’economia siciliana. Finché il prezzo alla pompa non riflette in modo trasparente e proporzionale l’andamento del petrolio, ogni discesa del greggio resterà una notizia solo per i mercati finanziari — non per chi fa il pieno ogni settimana.

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