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Cannatella: “Autorità portuale attiva contro tentativi di infiltrazione mafiosa”

Questo il commento del Commissario straordinario dell’Autorità portuale di Palermo, Vincenzo Cannatella, sui 21 arresti compiuti ieri all’interno dell’area portuale: “Innanzitutto mi preme ringraziare la Guardia di Finanza per il lavoro svolto nel corso degli anni e per gli esiti raggiunti con le ordinanze di custodia cautelare eseguite nei confronti dei componenti di un’organizzazione con base operativa nel nostro porto: mai alle forze dell’ordine mancherà il sostegno e la collaborazione dell’Autorità portuale.

Mi è stato affidato questo incarico appena tre settimane fa ma ho trovato un protocollo d’intesa, stipulato nel 2008 tra la Prefettura di Palermo e l’Autorità portuale, che ritengo uno strumento indispensabile per ampliare l’ambito di verifica antimafia nelle procedure di rilascio e rinnovo delle concessioni di beni demaniali e autorizzazioni alle imprese portuali, oltre i limiti previsti dalla legge. Un’azione fondamentale per rafforzare la tutela della legalità e della trasparenza nelle procedure a evidenza pubblica.

L’Autorità portuale, dunque, è parte attiva nel prevedere ogni controllo per evitare che nel territorio di propria competenza possano attecchire tentativi di infiltrazione mafiosa. Inoltre gli strumenti normativi previsti e applicati dai miei uffici, attraverso il Protocollo vengono rafforzati per una più penetrante prevenzione di ingerenze della criminalità organizzata in un’area fortemente sensibile sotto il profilo della sicurezza e del controllo del territorio come quella portuale”.

Infatti, proprio in seguito alle informazioni prefettizie richieste dall’Autorità portuale, e risultate positive per le società New Port, CSP, PortItalia e TCP, l’Ente ha revocato in passato tutti i rapporti in essere con le stesse società. Con la nomina dell’amministratore giudiziario, le società CSP, PortItalia e TCP rimangono operanti in porto a vario titolo. Con la società, New Port non esiste più, invece, alcun rapporto.

Anche uno degli arrestati di ieri, è stato socio di una società, amministrata dalla moglie, e titolare in porto di due concessioni, revocate in seguito a un’informativa prefettizia positiva. Oggi la società è in amministrazione giudiziaria. La società TFA, invece, non ha alcun rapporto con l’Autorità portuale.

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