Cannabis terapeutica, Palermo alza la voce
Via libera a un ordine del giorno per estendere le patologie trattabili e garantire equità ai pazienti

Cannabis terapeutica, il Consiglio comunale di Palermo prende posizione
Approvato un ordine del giorno che sollecita la Regione Siciliana ad ampliare le patologie trattabili
Il Consiglio comunale di Palermo interviene su un tema sanitario e sociale che da tempo attraversa il dibattito pubblico: l’accesso alla cannabis terapeutica. L’aula ha approvato un ordine del giorno che sostiene l’iniziativa del Comitato “Esistono i Diritti” Traspartitico, chiedendo l’ampliamento delle patologie per cui è possibile ricorrere a queste cure in Sicilia.
L’atto politico e l’impegno verso la Regione
Il provvedimento impegna il Sindaco e la Giunta a rappresentare formalmente la richiesta alla Presidenza della Regione Siciliana e all’Assessorato regionale della Salute, con l’obiettivo di sollecitare un intervento normativo.
“Sono molto soddisfatto – dichiara il consigliere comunale Gianluca Inzerillo, già presidente del consiglio generale del Comitato “Esistono i Diritti” – perché con l’approvazione dell’ordine del giorno il Consiglio Comunale di Palermo afferma un sostegno politico e istituzionale chiaro a questa battaglia di civiltà. Si impegna il Sindaco e la Giunta a rappresentare formalmente questa posizione presso la Presidenza della Regione e l’Assessorato regionale della Salute, sollecitando un intervento normativo urgente. L’obiettivo è garantire percorsi di accesso alle cure equi, omogenei e rispettosi della dignità dei pazienti, rimuovendo ogni ostacolo ingiustificato sul piano scientifico e sanitario”.
L’ordine del giorno porta la firma, oltre che di Inzerillo, anche del consigliere Mangano ed è stato sottoscritto dai consiglieri Fabio Giambrone, Concetta Amella, Massimo Giacnia, Giuseppe Miceli, Franco Miceli e Carmelo Miceli. Sarà trasmesso agli organi regionali competenti e al Comitato promotore.
La questione normativa e il nodo delle disparità
Alla base dell’iniziativa c’è una criticità evidente: la normativa regionale siciliana, allo stato attuale, limita l’accesso alla cannabis terapeutica rispetto a quanto previsto a livello nazionale.
“L’iniziativa parte da lontano, dal corpo dei malati al cuore della politica – spiega Eleonora Gazziano, già copresidente del Comitato – e nasce dall’esigenza di garantire ai pazienti siciliani pari opportunità di accesso a terapie già riconosciute dallo Stato italiano, come previsto dal Decreto del Ministero della Salute 9 novembre 2015, noto come ‘Decreto Lorenzin’. Attualmente, la normativa regionale limita l’accesso alla cannabis terapeutica a un numero di patologie più ristretto rispetto a quanto previsto a livello nazionale, creando una disparità di trattamento tra i cittadini siciliani e quelli delle altre regioni”.
Il riferimento è al quadro normativo nazionale che già consente l’utilizzo della cannabis per specifiche condizioni cliniche, lasciando alle Regioni margini applicativi che, però, nel caso siciliano risultano più restrittivi.
Il fronte civico e l’appello alla politica regionale
L’ordine del giorno approvato a Palermo si inserisce in un percorso più ampio, sostenuto da una rete trasversale di adesioni.
Soddisfazione è stata espressa anche dal presidente del Comitato “Esistono i Diritti” Traspartitico, Gaetano D’Amico: “Questo risultato rappresenta un passaggio importante di un percorso più ampio, sostenuto da oltre duecento personalità del mondo dello spettacolo, della cultura, dell’avvocatura, della politica e della società civile. Il nostro appello al Presidente della Regione Siciliana, On. Renato Schifani, va nella direzione di un aggiornamento della normativa regionale che metta al centro i diritti dei pazienti e il principio di equità nell’accesso alle cure”.
Il passaggio adesso si sposta sul piano regionale, dove si giocherà la partita più delicata: quella tra esigenze sanitarie, scelte politiche e diritti dei cittadini.



