Primo PianoSanitàSicilia

Cannabis medica in Sicilia, D’Amico scrive a Schifani: norme da aggiornare

Il presidente del Comitato Esistono i Diritti promuove un appello con oltre 220 firme per rivedere rimborsabilità e prescrizione

SALUTE E DIRITTI

Cannabis medica in Sicilia, D’Amico scrive a Schifani: “Aggiornare la normativa regionale”

Il presidente del Comitato Esistono i Diritti promuove un appello trasversale con oltre 220 firme. Chiesto un confronto diretto con la Presidenza della Regione.

È Gaetano D’Amico, presidente del Comitato Esistono i Diritti – Transpartito, a farsi promotore di un appello formale al Presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, per l’aggiornamento urgente della normativa regionale sulla cannabis medica.

Il comunicato, diffuso nei giorni scorsi e consegnato a fine dicembre, raccoglie oltre 220 adesioni provenienti dal mondo della politica, della sanità, del giornalismo, dell’avvocatura, della cultura, dello spettacolo e dell’ambito ecclesiastico. L’obiettivo è aprire un confronto diretto con la Presidenza della Regione su una materia che, secondo il Comitato, presenta gravi criticità a danno dei pazienti siciliani.

Le difficoltà nell’accesso alle cure

Nel testo, firmato da D’Amico come presidente del Comitato, si evidenzia come numerosi pazienti, non responsivi alle terapie tradizionali, pur potendo trarre beneficio dalla cannabis medica sulla base di evidenze scientifiche consolidate, risultino oggi esclusi dalla rimborsabilità prevista dal Decreto Assessoriale n. 17/2020. Una condizione che, secondo il Comitato, limita concretamente il diritto alla cura e produce disuguaglianze territoriali nell’accesso alle terapie.

Le proposte avanzate dal Comitato

Nel comunicato, il Comitato Esistono i Diritti chiede alla Regione Siciliana di intervenire con misure precise. In primo luogo, l’aggiornamento della normativa regionale sulla rimborsabilità e prescrivibilità della cannabis medica, con un allineamento almeno alle patologie previste dal “Decreto Lorenzin”.

Viene inoltre sollecitata la riattivazione e il rafforzamento dei percorsi di formazione per i medici tramite il CEFPAS, con estensione anche ai medici di medicina generale, prevedendo percorsi obbligatori o fortemente raccomandati.

Tra le richieste figura anche l’istituzione di un albo regionale dei medici prescrittori di cannabis medica, aperto a professionisti pubblici e privati con formazione accreditata o comprovata esperienza pluriennale, e il riconoscimento di una maggiore autonomia nella redazione dei piani terapeutici, limitatamente all’ambito della cannabis medica.

La dichiarazione contenuta nell’appello

Siamo convinti che la politica, quando ascolta, possa davvero raggiungere il corpo e la vita delle persone malate

Una presa di posizione che richiama le istituzioni a un ascolto diretto dei bisogni dei pazienti e degli operatori sanitari.

Un fronte ampio e trasversale

All’appello promosso da D’Amico hanno aderito, tra gli altri, Toti Amato, presidente dell’Ordine dei Medici di Palermo, esponenti del mondo ecclesiastico, parlamentari nazionali ed europei, deputati regionali, amministratori locali, rappresentanti di associazioni per i diritti civili, giornalisti, avvocati e figure del mondo culturale e dello spettacolo. Le adesioni confermano il carattere trasversale dell’iniziativa, che si colloca fuori da logiche di schieramento politico.

La richiesta di un incontro istituzionale

Il Comitato Esistono i Diritti, guidato da Gaetano D’Amico, ha annunciato la richiesta di un incontro con il Presidente Schifani, affinché la Regione Siciliana possa avviare un percorso concreto di revisione normativa.

L’obiettivo dichiarato resta quello di garantire un accesso equo alle terapie e il pieno riconoscimento del diritto alla cura, superando limiti regolamentari che oggi incidono sulla qualità della vita di molti pazienti siciliani.

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio