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Canile municipale, i numeri non hanno nome!

canile municipale foto di repertorio

(di Massimo Brizzi)In un’anonima e defilata piazzetta a un centinaio di metri dalla stazione centrale , si erge un’imponente cancellata controllata da una telecamera, così si presenta l’ingresso del canile municipale di Palermo.

Un luogo ormai famoso in tutta Italia del quale non si è mai smesso di parlare, una struttura desueta, triste, dove i toni grigi hanno sempre prevalso sui colori.

Un ricovero per animali circondato da palazzi ed abitazioni, prima nota dolente della lunga vicenda.

L’hotel dei disperati a 4 zampe così potrebbe essere definito il canile di via Del Tiro a Segno, più volte in over booking, tanto da essere costretti nel corso del tempo , fino a  qualche mese fa, ad alloggiare alcuni ospiti durante la notte nelle piccole gabbiette predisposte nel furgone per l’accalappiamento.

Ma c’è dell’altro, non sono mancate negli  anni le chiusure sanitarie a causa di casi di leptospirosi ed ancora durante i week end impossibile far ricoverare un cane anche se ferito o in pessime condizioni, la struttura comunale resta in sonno fino al lunedì.

Si potrebbe continuare ricordando la revoca del mandato per naturale scadenza all’associazione animalista che di fatto ha fornito assistenza agli animali ricoverati, un mandato successivamente convertito in un incarico a titolo gratuito dove agli animalisti è stato affidato il compito di collaborare alla cura del benessere animale dei cani ricoverati.

A margine delle vicende su citate era sembrato che si potesse arrivare ad una svolta positiva e circa 2 anni fa per qualche mese, prefettura, amministrazione comunale, associazioni animaliste, furono coinvolte in una fitta serie di tavoli tecnici e assemblee aperte ai cittadini, dove era stato posto l’accento sul dilagante fenomeno del randagismo che fuor di ogni dubbio è la causa del sovraffollamento del ricovero per cani.

Nulla di fatto ancora una volta, dai buoni propositi manifestati in sede di dibattito ne uscirono solo chiacchiere ed alla fine anche gli incontri furono sospesi e via del Tiro a Segno tornò a essere una linea di frontiera, una sorta di Carso, dove tra  associazioni animaliste e amministrazione comunale, battaglia dopo battaglia si era delineata una frattura sempre più insanabile.

La storia in verità è davvero molto più lunga e articolata, ricca di colpi di scena, ispezioni parlamentari, alternarsi di capi area, in un luogo dove era spesso il fuoco amico a mietere più vittime del nemico dichiarato.

E i cani? Non si dovrebbe parlar di loro, in effetti si, in quanto numeri di scomodi ospiti, questo è parso almeno fino ad oggi.

Si perché la battaglia d’improvviso sembra esser giunta ad una svolta il canile si ristruttura davvero, come già era stato annunciato da anni.

E i cani, circa 130 a quanto è dato sapere vanno urgentemente sgomberati.

Benessere animale un termine importante, che dà adito a mille interpretazioni che praticamente però si manifesta in chi di quei 130 cani conosce anche i nomi, ed ecco i numeri trasformati in esseri senzienti capaci di dare e provare emozioni.

Le adozioni nel corso degli anni sono state portate a buon fine prevalentemente dalle associazioni animaliste che prima di affidare un’animale hanno scupolosamente verificato le credenziali di chi avrebbe preso in custodia il cane, questo proprio a garanzia e tutela del famoso benessere animale.

Da sottolineare a proposito di adozioni che per incentivare questa pratica e per accelerare le fasi di sgombero del canile, l’amministrazione ha messo un incentivo in denaro da versare una tantum, dopo controlli e allo scadere di un periodo di tempo definito ai nuovi adottanti.

Pensare, presumere, ipotizzare che esista un’associazione che prelevi i cani in blocco potrebbe sembrare surreale, eppure un dilagare di post sul più noto dei social network darebbe valore a questa tesi.

E’ ora di tornare ai numeri e ai nomi, giusto ristrutturare il canile ma prima di affidare 130 animali è bene assicurarsi che chi sarà preposto a prendersene cura ne conosca il nome altresì si cancelli il termine benessere e si dichiari apertamente che i numeri non hanno un nome!

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