Scuola e Università

Cancerogenesi ambientale, le aree a rischio in Sicilia

Un momento del convegno (foto di Giada Mercadante)

Oggi all’Ospedale Cervello si è svolto un convegno studio sulla cancerogenesi ambientale e aree a rischio.
Prevenzione, monitoraggio, bonifica sono stati gli argomenti trattati dal presidente dell’Ail, dal presidente dell’osservatorio epidemiologico Scondotto, dall’Università degli Studi di Palermo, nella persona del prof Pinto, e da Aurelio Angelini, sociologo dell’Ambiente e del territorio.

In Sicilia sono state identificate quattro aeree rischio Augusta, Priolo, Melilli, Gela e Milazzo. In piu è considerata a rischio Biancavilla, città costruita con materiale simile all’amianto, il fluoro- edenite, nocivo per la salute.

L’assessorato alla Sanità con l’osservatorio epidemiologico ha un programma organico di intervento per il controllo del territorio e delle aeree a rischio. C e’una batteria completa di strumenti epidemologici che vanno da indicatori di mortalità, indicatori di malformazione alla nascita, indicatori di inquinamento e registri tumori.

Angelini parla di futuro, di sviluppo con consapevolezza di un uso delle risorse in una logica duratura; parla di principio di precauzione, richiamando il Muos, sistema di comunicazione satellitare ad altissima frequenza che vorrebbero realizzare nelle vicinanze di Niscemi, che costituisce allarme e rischio sociale e sanitario.

Al tavolo tecnico sono intervenuti Emilio Iannito, direttore Ematologia Taranto, Sebastiano Bianca, genetista ospedale Garibaldi di Catania, Anselmo Madeddu, direttore sanitario Asp Siracusa.

In sala era presente la famiglia di Giacinto Franco per ricordare un uomo che ha portato avanti le sue battaglie per un mondo pulito. Giacinto Franco è stato il primo negli anni 80 a rilevare malformazioni nei bambini nella zona di Augusta.

Ai nostri microfoni Pino Toro, presidente dell’Ail, dichiara: “Ci aspettiamo collaborazione con gli assessorati sanità e ambiente. Ci deve essere maggiore impegno e non bisogna barattare la salute per posti di lavoro. Chi ha sbagliato deve pagare”.

Giada Mercadante

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