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Piazza Magione ha di nuovo il suo campetto: Palermo FC e Comune firmano il patto con il quartiere

Quattro anni di gestione condivisa tra sedici realtà locali, venti giovani Local Heroes e il club rosanero per restituire alla Kalsa uno spazio sportivo e sociale

PALERMO FC

Nel cuore della Kalsa, uno dei quartieri più densi di storia e contraddizioni di Palermo, il campetto di Piazza Magione ha riaperto con un volto nuovo. Il Palermo FC, nell’ambito del progetto sociale “Palermo in the Community”, ha completato la riqualificazione dell’impianto in collaborazione con il Comune: nuovo manto, recinzioni con materiali di qualità e un impianto di illuminazione moderno restituiscono ai bambini e alle famiglie del quartiere uno spazio che era rimasto troppo a lungo in stato di abbandono.

Un patto scritto sulla pietra della Kalsa

L’inaugurazione del campo non è solo un taglio del nastro. Il giorno stesso, Comune di Palermo e una rete di sedici realtà locali hanno firmato un Patto di Collaborazione della durata di quattro anni per la gestione condivisa dello spazio. Ne fanno parte la Comunità Educante Kalsa-Magione, la Rete Kalsa Magione, l’Istituto IPSSEOA Pietro Piazza, l’Associazione Addiopizzo, la Cooperativa Palma Nana, le associazioni Booq, Handala, Send ETS, Mediterraneo Antirazzista, Idea e Azione, Di Sana Pianta, le parrocchie della SS Trinità della Basilica della Magione e di Santa Maria della Pietà alla Kalsa, il Comitato Piazza Magione e il Comitato Kalsa.

Il campo sarà accessibile gratuitamente, senza forme di uso esclusivo, con obiettivi precisi: promuovere la cittadinanza attiva, sviluppare tornei e attività sportive, costruire percorsi educativi e di integrazione, rafforzare il legame tra scuola, famiglia e territorio.

I Local Heroes: venti ragazzi del quartiere al centro del progetto

Il perno operativo dell’iniziativa sono venti giovani tra i 18 e i 30 anni, selezionati e formati dal Palermo FC nell’ambito del programma internazionale Healthy Goals/City in the Community. Sono i cosiddetti Local Heroes: coordineranno le attività sportive per bambini e ragazzi, trasformando il campetto in un presidio concreto di legalità e inclusione nel cuore della Kalsa.

Le voci istituzionali

Il sindaco Roberto Lagalla ha inquadrato l’operazione in una visione più ampia di città: “La riqualificazione del campetto e il Patto di collaborazione rappresentano il modello di città che vogliamo: beni comuni curati insieme da istituzioni, cittadini e realtà del territorio. Piazza Magione torna a essere uno spazio vivo per bambini e famiglie, dove lo sport diventa strumento di coesione sociale, educazione e rigenerazione urbana”.

L’assessore allo Sport Alessandro Anello ha puntato sulla replicabilità del modello: “Vengono restituiti alla città una preziosa infrastruttura sportiva e uno spazio educativo. La collaborazione con il Palermo FC e il coinvolgimento dei Local Heroes dimostrano come lo sport possa generare opportunità, responsabilità e crescita per le nuove generazioni. Un modello che puntiamo a replicare in altri quartieri”.

L’assessore alla Rigenerazione urbana Maurizio Carta ha sottolineato la dimensione sociale dell’intervento: “Questo progetto dimostra che la rigenerazione urbana significa non solo recuperare luoghi, ma rafforzare relazioni e senso di comunità. Il campetto diventa un nuovo polo aggregativo del quartiere, frutto della collaborazione tra istituzioni, scuole, associazioni, parrocchie e Palermo FC”.

Il presidente del Palermo FC Dario Mirri ha inserito Palermo in una mappa globale di interventi analoghi: “Dopo gli esempi virtuosi di New York, Bahia, Manchester e altre decine di campi nel mondo, ora anche Palermo ha il suo primo campo nell’ambito dello stesso progetto sociale: dovunque ci siano dei bambini e un pallone, come Club sportivo sentiamo la necessità di creare opportunità e ambienti di sviluppo sostenibile, inclusione, lotta alla dispersione scolastica e senso di comunità con strutture adeguate e accessibili. Ed è solo l’inizio”.

Dalla Kalsa al mondo, e ritorno

Palermo non è la prima città a ospitare un campo dentro questo circuito internazionale, ma è la prima in Sicilia. Il progetto collega il quartiere Kalsa-Magione a esperienze già attive in tre continenti, con un filo comune: lo sport come strumento di rigenerazione sociale, non come fine in sé. La sfida adesso è tenerlo in vita nel tempo — e quella sfida passa dalle mani dei sedici soggetti firmatari, dei venti Local Heroes e di ogni bambino che calcerà quel pallone su quel manto nuovo.

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