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Cammarata all’Agenzia dei beni confiscati. “Ennesima umiliazione”

Diego Cammarata

Diego Cammarata, l’ex sindaco di Palermo, lavorerà come impiegato all’Agenzia dei beni confiscati alla mafia.

“Ho accolto la domanda di Cammarata – ha detto il prefetto Giuseppe Caruso, che dirige l’Agenzia – come avrei fatto per qualsiasi dipendente della pubblica amministrazione. Siamo in grave carenza di organico, come ho detto più volte. Qui nessuno vuole venire perché non ci sono incentivi economici o di carriera, quindi la domanda di Cammarata è stata ben accetta. Inoltre, tutti gli oneri sono a carico dell’amministrazione di provenienza, quindi per noi è un’operazione a costo zero”.

Le reazioni non si sono fatte attendere, a cominciare da Alberto Mangano, consigliere comunale di Movimento 139: “È l’ennesima umiliazione che il governo nazionale ci sta facendo subire. Mentre il sindaco Orlando auspicava che l’agenzia adottasse misure più snelle per utilizzare i beni confiscati ai mafiosi e destinarli a fini sociali adesso con la riapparizione dell’ex sindaco invisibile, tutto si complicherà ulteriormente”.

Giogio Ciaccio, deputato del Movimento cinque stelle all’Ars: “Questo governo di larghe intese dimostra giornalmente che non c’è possibilità di lavorare per il bene comune. Nominare in un settore così delicato, sensibile ed importante una persona che ha distrutto per anni una città unica come Palermo dimostra che non c’è volontà di cambiare rotta. All’Ars abbiamo cambiato il regolamento della commissione antimafia per dare un segnale di forte credibilità alla cittadinanza, inserendo l’impossibilità di far parte dell’ufficio di presidenza a persone condannate, ed in Italia che si fa? Si nomina Cammarata. Oggi sono realmente preoccupato, non del danno presunto che ci sarebbe andando alle elezioni, ma, piuttosto, di quello certo che si avrebbe lasciando certa gente, schiava dei compromessi politici, a capo della nostra splendida Repubblica”.

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