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Calogero Di Bona. Orlando e Marino: “Il suo sacrificio è un monito allo Stato”

“Il supremo sacrificio di Calogero Di Bona, ucciso dai boss per essersi opposto a quella che allora era la prassi del ‘Grand Hotel Ucciardone’, nel quale i mafiosi erano serviti e riveriti, è un monito allo Stato.

(di redazione) E’ il monito di chi ha scelto di essere fino in fondo fedele alla legge e alla propria morale nel servire quello Stato che in anni bui aveva però assunto il volto della mafia. Oggi quel sacrificio ci ricorda che ogni giorno, spesso in condizioni difficili e senza aver garantiti i propri diritti, nelle carceri italiane lavorano centinaia di uomini e donne, la cui dignità professionale e i cui diritti vanno di pari passo con quelli di tutti coloro che vivono in detenzione, perché solo così lo Stato potrà assolvere ai propri obblighi”.

Lo hanno detto il sindaco Leoluca Orlando e il vice sindaco Sergio Marino partecipando stamattina alla cerimonia, organizzata dall’Unione Cronisti Italiani, al Giardino della Memoria di Ciaculli per ricordare il maresciallo della Polizia Penitenziaria, ucciso il 29 agosto 1979.

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