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Bufera sulla D’Eusanio: “La vita dopo il coma non è vita”. E la Rai si scusa

Mamma Lucrezia vuole le scuse della Rai e del direttore di Rai Uno: “Non per me ma per mio figlio (…) A che titolo quella donna dice a mio figlio che la sua vita è indegna?” Il motivo è da ricondurre alle parole di Alda D’Eusanio durante una puntata de La Vita in Diretta su un argomento molto delicato come la vita in stato vegetativo e le conseguenze al risveglio.

Durante la puntata, in collegamento con i diretti interessati, viene raccontata la storia di Max Tresoldi, rimasto in come per 10 anni e ora risvegliatosi, ma con gravi problemi alle funzioni vitali essenziali come il camminare o il parlare.

Alla fine del servizio sono queste le parole di Alda D’Eusanio che hanno scatenato la polemica: “Quella non è vita, rivolgo un appello pubblico: mamma se dovesse accadere a me non fare come la mamma di Max. Quando Dio chiama, l’uomo deve andare!”.

Cala l’imbarazzo in studio, il conduttore Franco Di Mare si dissocia subito dalle parole dell’ospite e dopo la pubblicità la D’Eusanio non era più presente in studio. La signora Lucrezia, la mamma di Max, ha voluto comunque rispondere in diretta alla precedente affermazione: “Voglio dire a quella signora che io non ho riportato in vita mio figlio, mio figlio è sempre stato in vita. E la sua vita è bella così com’è”. Le discussioni non si placano alla fine della trasmissione e la redazione chiama subito i familiari di Max Tresoldi per scusarsi dell’accaduto, ma questo non è bastato.

Il giorno dopo Avvenire commenta: “Dei venti minuti previsti sugli stati vegetativi, ben 16 sono stati dedicati a presunte «visioni del paradiso» (…) In studio non un neurologo, non un giornalista informato”.

Mamma Lucrezia aspetta ora le scuse ufficiali della Rai e del Direttore di Rai Uno e si è detta indignata delle personalità presenti in studio come dichiara ad Avvenire: “Cos’è diventata la Rai? Chi invita come esperti?”.

Ornella Caiolo

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