Bruxelles salva Ilaria Salis: immunità blindata, giustizia calpestata.
Il Parlamento europeo protegge la eurodeputata mentre la Lega denuncia: “Chi sbaglia non paga. Poltrona salva, dignità persa”

Ad uno sguardo distratto, sembrerebbe il “miracolo” di Bruxelles: trasformare un manipolo di giustizialisti in garantisti d’un colpo solo. Ma, dietro la facciata, resta l’ennesimo caso di doppia morale. Al centro del caso c’è Ilaria Salis, la maestra di Monza accusata di aver aggredito dei manifestanti di estrema destra durante un corteo a Budapest. Candidata dal carcere dal duo Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, è stata eletta eurodeputata e ha ottenuto l’immunità grazie al seggio conquistato.
Dopo un anno, il Parlamento europeo era chiamato a confermare o revocare questo scudo. La Commissione JURI, con 13 voti a 12, ha respinto la richiesta di revoca dell’immunità, rinviando a ottobre il voto decisivo dell’Aula di Strasburgo. Ma per molti osservatori la partita appare già chiusa: di solito le decisioni delle commissioni non vengono mai smentite in plenaria.
Le reazioni non si sono fatte attendere. Su X, il leader della Lega Matteo Salvini commenta: “Chi sbaglia, non paga” allegando una foto della Salis con la scritta “Vergogna, vergogna, vergogna. Poltrona salva, dignità persa”.
Secondo fonti parlamentari, sarebbero stati decisivi due eurodeputati del Partito Popolare Europeo, ma i tabulati non saranno pubblici perché lo scrutinio è avvenuto a voto segreto dopo una richiesta del gruppo dei Socialisti e Democratici.
Durissimo l’attacco della Lega, che accusa i “franchi tiratori” del Ppe di essersi allineati con la sinistra. La decisione, secondo il Carroccio, costituisce un’eurovergogna, con la sinistra e alcuni esponenti del centrodestra che utilizzano la giustizia come un manganello. La scelta indebolisce ulteriormente la già scarsa credibilità della maggioranza del Parlamento europeo, riducendolo a una gestione degli affari propri e inviando ai cittadini un segnale chiaro: la legge non è uguale per tutti.
Per la Lega, il caso Salis rappresenta un “un precedente grave, che rischia di incrinare il rapporto di fiducia tra istituzioni e società civile”, che rischia di incrinare il rapporto di fiducia tra istituzioni e società civile. La decisione di proteggere l’immunità di Ilaria Salis, sottolinea il Carroccio:
“Una sconfitta del diritto e un pericoloso arretramento dei principi di giustizia che dovrebbero guidare le istituzioni europee. Ma non finisce qui: restiamo fiduciosi che la Plenaria saprà correggere questo errore, riaffermando i principi fondamentali dello Stato di diritto e restituendo dignità al ruolo del Parlamento europeo. Se qualcuno a Bruxelles crede ancora nella giustizia, è ora che esca allo scoperto”.
Dal canto suo, Ilaria Salis esprime “piena fiducia che il Parlamento confermerà questa scelta nella plenaria di ottobre, affermando la centralità dello stato di diritto e delle garanzie democratiche” sottolineando come la Commissione JURI “oggi ha deciso di difendere la mia immunità e l’indipendenza del Parlamento”.
Il caso Salis, nato nelle carceri ungheresi e cresciuto tra le aule europee, mette a nudo l’ennesima frattura tra giustizia, politica e istituzioni. La decisione del Parlamento europeo manda un messaggio chiaro: l’uguaglianza davanti alla legge è spesso subordinata ai giochi politici, e le istituzioni che dovrebbero garantire imparzialità appaiono sempre più come arbitri di interessi propri, più preoccupate di salvare poltrone che di difendere il diritto.



