Brancaccio come la Zisa: la Circoscrizione vuole trasformare i capannoni in spazi culturali
Federico e Viscuso chiedono al Comune di aprire l'area a cultura, ristorazione e intrattenimento. E il centro storico respira

Brancaccio: la Seconda Circoscrizione vuole aprire la zona industriale a cultura, socialità e ristorazione
Si punta a decongestionare la movida dal centro storico
C’è un quartiere di Palermo con assi viari ampi, illuminazione pubblica efficiente, uno svincolo autostradale diretto e una stazione ferroviaria.
Si chiama Brancaccio, e per decenni è rimasto ai margini dello sviluppo urbano della città. Oggi, il Consiglio della Seconda Circoscrizione di Palermo prova a cambiare rotta: ha approvato una mozione che chiede all’Amministrazione comunale di includere nella prossima Variante Urbanistica norme che permettano l’insediamento di attività culturali, sociali, ricreative e di ristorazione all’interno dell’area industriale del quartiere.
La proposta arriva a firma del Presidente Giuseppe Federico, ed è costruita su un dato concreto: ampie porzioni della zona industriale sono oggi sottoutilizzate, con capannoni dismessi e spazi abbandonati che, senza un intervento mirato, rischiano di trasformarsi in nuove sacche di degrado. Un paradosso per un’area che dispone di un’infrastrutturazione tra le più complete della città.
«”Rigenerare i suoi spazi abbandonati trasformandoli in luoghi di cultura e socialità non è un sogno, è un modello già sperimentato con successo a Milano, Torino, Bologna e qui a Palermo con i Cantieri Culturali alla Zisa” – Giuseppe Federico, Presidente della Seconda Circoscrizione
Il riferimento ai Cantieri Culturali alla Zisa non è casuale: quella trasformazione – da spazio industriale abbandonato a hub creativo riconosciuto – è considerata dalla Circoscrizione il modello replicabile per Brancaccio. L’obiettivo dichiarato è riequilibrare la città, costruendo un secondo polo vitale nel quadrante sud-est, oggi quasi privo di attrattori urbani di rilievo.
Ma la mozione guarda anche al centro storico, e lo fa con pragmatismo
La convivenza tra attività notturne, residenza e turismo è ormai sotto pressione: rumori, risse, uso improprio di fuochi d’artificio e fenomeni di microcriminalità rendono alcune aree del centro sempre più difficili da vivere. La proposta della Circoscrizione è di avviare una delocalizzazione guidata di locali ed eventi verso Brancaccio, offrendo agli imprenditori spazi moderni, accessibili e dimensionati alle esigenze della movida contemporanea.
“Non si tratta di penalizzare nessuno — precisa Federico — ma di costruire un sistema urbano più equilibrato”, sottolinea anche il Vice Presidente Giacomo Viscuso. Una posizione che punta a convincere gli operatori del settore con argomenti pratici: parcheggi, accesso in auto, costi di affitto più contenuti rispetto al centro e assenza di conflitti con i residenti.
Sul piano operativo, il documento impegna il Sindaco, il Presidente del Consiglio Comunale e l’Assessore all’Urbanistica su tre fronti: introdurre nella Variante Urbanistica norme che consentano la coesistenza tra industria e funzioni culturali; aprire un tavolo tecnico con associazioni di categoria e operatori economici; e individuare strumenti di incentivazione per i privati disposti a investire nel recupero degli immobili dismessi.
Brancaccio resta un quartiere che porta ancora il peso di stagioni difficili. Ma questa mozione dice che il territorio ha smesso di aspettare e ha deciso di avanzare una proposta concreta al Comune. Ora la parola passa a Palazzo delle Aquile.



