Brancaccio stanca delle etichette: Federico chiede rispetto e una narrazione che dica la verità
A margine della solidarietà espressa all'imprenditore Dragotto, il presidente della Seconda Circoscrizione racconta di un quartiere che cambia ma che la cronaca continua a ignorare

Federico difende Brancaccio: “Il nome del quartiere non può diventare un’etichetta automatica per ogni fatto di cronaca”
Il presidente della Seconda Circoscrizione esprime solidarietà all’imprenditore Dragotto per l’intimidazione subita, ma chiede rispetto per un quartiere che, a suo dire, sta cambiando e merita una narrazione diversa.
Una nota di solidarietà si trasforma in una difesa pubblica del territorio. Giuseppe Federico, presidente della Seconda Circoscrizione di Palermo, prende posizione dopo l’atto intimidatorio ai danni dell’imprenditore Tommaso Dragotto, titolare di un brand siciliano noto in tutta Europa, colpito in una delle sue sedi nella zona di San Lorenzo. Ma alle parole di vicinanza, Federico affianca una critica diretta: il nome di Brancaccio continua ad apparire nei resoconti giornalistici anche quando i fatti accadono altrove.
Solidarietà a Dragotto, ma con una precisazione
Federico non esita a condannare quanto accaduto all’imprenditore. Lo definisce «un gesto vile» e sottolinea che le istituzioni, compresa la Seconda Circoscrizione, si stringono con convinzione attorno a Dragotto. «Con il suo brand porta la Sicilia in tutta Europa e nel mondo», scrive, riconoscendo il valore del suo lavoro.
Tuttavia, in un passaggio dell’intervista rilasciata dall’imprenditore compare un riferimento a Brancaccio. Ed è lì che Federico decide di intervenire.
Il nodo: perché si cita Brancaccio quando i fatti avvengono altrove?
“Non comprendo perché, ogni volta che si verificano fatti di cronaca, il nome Brancaccio venga tirato in ballo automaticamente, anche quando gli episodi avvengono in zone completamente diverse della città.”
Federico porta la questione sul piano della narrazione mediatica. Secondo lui, il nome del quartiere viene usato come richiamo negativo senza che i fatti lo riguardino direttamente. Un meccanismo che, a suo avviso, danneggia una comunità impegnata ogni giorno a costruire qualcosa di diverso.
Una comunità che lavora, ma che la cronaca ignora
Il presidente della circoscrizione ricorda che a Brancaccio operano associazioni, volontari e realtà sociali e culturali che lavorano per cambiare l’immagine del quartiere. Porta un esempio concreto: il presepe vivente organizzato dal quartiere, che ha accolto oltre duemila visitatori in un clima di serenità, è passato nel silenzio dei media. “Nessuno racconta il lavoro quotidiano che portiamo avanti con la parrocchia e le associazioni del territorio” scrive.
Il contrasto, secondo Federico, è evidente: quando accade qualcosa di negativo – anche se non riguarda Brancaccio – il nome del quartiere compare. Quando succede qualcosa di positivo, non compare mai.
“Brancaccio respira un’aria nuova”
“Ho il dovere istituzionale e morale di difendere questo territorio che amo profondamente, con i suoi pregi e i suoi difetti, ma che oggi respira un’aria nuova.”
Federico conclude rivendicando il diritto del quartiere a una narrazione che rispecchi la realtà. “I problemi che affrontiamo sono gli stessi che esistono in tutta la città, come in tante città d’Italia e d’Europa”, scrive, rifiutando l’idea che Brancaccio rappresenti un caso a parte. “Brancaccio merita rispetto, verità e una narrazione che rispecchi la realtà di un quartiere che sta cambiando e che non accetta più etichette ingiuste.”



