Arte e Cultura

Born in Sicily e Slow Food Day insieme per la Sicilia

Il progetto “Born in Sicily”, che l’Assessore alle Risorse Agricole e Alimentari della Regione Siciliana, Dario Cartabellotta, sta promuovendo per valorizzare e tutelare le migliori produzioni di qualità che affondano le loro radici in Sicilia si sposerà con lo Slow Food Day, la giornata nazionale di Slow Food a sostegno del “Buono, Pulito e Giusto”, che si svolgerà in contemporanea in 300 città italiane.

Ampi spazi saranno dedicati alle Comunità del Cibo, ai Presìdi Slow Food di Sicilia, e alle Aziende del “Mercato Contadino di Sicilia”, ovvero a tutte quelle piccole produzioni tradizionali, che saranno esposte in una speciale mostra mercato, che rischiano di scomparire e che rappresentano l’eccellenza della biodiversità isolana.

La Sicilia è tra l’altro la regione con il maggior numero di Presìdi Slow Food come l’Ape nera Sicula, il pistacchio verde di Bronte, il pane nero di Castelvetrano, le susine bianche di Monreale, le lenticchie di Ustica, la vastedda della Valle del Belice, la fragolina di Sciacca e Ribera, il mandarino tardivo di Ciaculli, il suino nero dei Nebrodi

Tra le varie attività dedicate all’intrattenimento per grandi e piccini, alla degustazione di prodotti tipici, alla musica ed allo sport, di cui all’allegato programma, è prevista per le ore 10.00 presso la sala Lanza dell’Orto Botanico una tavola rotonda sul tema “Born in Sicily – un’occasione per il recupero del tradizionale legame tra territorio, tradizioni e abitudini alimentari”.
Tra i partecipanti: l’Assessore alle Risorse Agricole e Alimentari, Dario Cartabellotta, il Dirigente Generale dell’Assessorato alle Risorse Agricole e Alimentari, Rosaria Barresi, il Professore della Facoltà di Agraria di Palermo, Francesco Sottile, il fiduciario della Condotta Slow Food Palermo, Mario Indovina.

Per l’Assessore alle Risorse Agricole e Alimentari, Dario Cartabellotta: “ occorre costruire una politica dell’agricoltura e dello sviluppo rurale che punti sull’identità di gusti e sapori, troppo a lungo standardizzati e omologati a causa delle esigenze dell’agroindustria”.

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