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Bonelli: “Crocetta è un voltagabbana. Merita il Premio Attila”

Il leader dei Verdi, Angelo Bonelli, oggi a Palermo critica fortemente la politica industriale del governatore della Sicilia, reo di aver svenduto l’isola alle lobby del petrolio.

Ha scelto il grazioso salottino della Palermo bene, la via Principe di Belmonte, il leader dei Verdi Angelo Bonelli, per denunciare la “dissennata politica industriale” messa in atto dal governo Crocetta che “sta solo mortificando il mondo del lavoro”. Bonelli è un fiume in piena, non gliele manda certo a dire al presidente della Regione reo di aver siglato quel “pactum sceleris” con Assomineraria, stendendo il tappeto rosso alle lobby del petrolio, ancora prima che venisse approvato l’articolo 38 del decreto “Sblocca Italia” che da il via libera alle prospezioni, alla ricerca ed alla coltivazione di gas e petrolio attraverso una concessione unica, con un accentramento dei poteri a favore del Governo. Mentre parla, il coportavoce nazionale dei Verdi  mostra ai cronisti una piantina di cactus, il “premio Attila”, da dove passa lui non cresce erba, che farà avere a Crocetta. Perché tanta acredine verso il governatore dell’Isola?

Perché Crocetta è un voltagabbana, l’emblema della miglior specie della vecchia politica, di chi dice una cosa durante la campagna elettorale e poi fa l’esatto opposto quando va a governare. Dimostra una evidente mancanza di colonna vertebrale, di schiena dritta. Noi già da tempo diciamo No alle trivelle e qui in Sicilia i nostri dirigenti si sono impegnati in questa battaglia.

Ma Crocetta è uomo del Pd di Renzi…ancheil premier /segretario quindi, come il presidente della Regione siciliana?

No, nonostante non condivida la linea di Renzi, almeno lui sin dall’inizio ha detto quello che pensava e che pensa. Crocetta in campagna elettorale aveva detto “basta trivellazioni, no al petrolio” e poi invece va a siglare quel patto scellerato con Assomineraria. Oggi noi gli consegniamo un premio, il “premio Attila”, perché sta desertificando la Sicilia, l’ha venduta alle lobby petrolifere che la stanno colonizzando più di prima. Non c’è, infatti, alcuna differenza tra Totò Cuffaro, Lombardo e Crocetta, sono in perfetta continuità e questo non è accettabile soprattutto se pensiamo che ci sono 40 richieste di autorizzazioni, che la qualità del petrolio che si andrebbe ad estrarre è bassissima, si parla infatti di bitume per fare l’asfalto delle strade, mettendo così a rischio e compromettendo ecosistemi. Verrà utilizzato dell’esplosivo per le prospezioni minerarie che distruggono pure aree di popolamento ittico, danneggiando in questo modo pure la pesca. La ragione per cui siamo qui, è che oggi partirà una campagna molto forte per dire ancora una volta No alle trivellazioni. Domani ci sarà un’altra mobilitazione nel siracusano. Ci sono molte società americane, irlandesi, canadesi che stanno avviando questo processo di colonizzazione e il fatto grave è che Crocetta non abbia fatto ricorso alla Corte costituzionale, come invece hanno fatto altre regioni d’Italia. Ma aldilà del ricorso, Crocetta ha fatto il patto e avviato le autorizzazioni. E’ un presidente che stiamo classificando in linea con il passato, se non addirittura il peggiore da questo punto di vista”.

Può essere ancor più chiaro?

In Sicilia manca ancora un Piano energetico, non è dato sapere ancora quale indirizzo voglia dare il governatore della Sicilia alle politiche energetiche. La cosa certa è che le aree di Priolo, Augusta, Melilli, Milazzo e Gela sono e rimangono altamente inquinate, senza che le compagnie che contribuiscono ad appestare l’aria paghino. Insomma, Crocetta non ha applicato il principio di chi inquina paga. Merita così il “premio Attila”. La Sicilia è una regione che dal punto di vista del contrasto all’inquinamento sta facendo ben poco; manca, infatti, un piano di risanamento dell’aria, di cui invece si sarebbe dovuta dotare già da tempo. Non a caso, l’Ue ha già aperto una procedura d’infrazione contro l’Italia (avviata lo scorso mese di luglio e che riguarda oltre, la Sicilia, anche altre nove regioni italiane Veneto, Lombardia, Toscana, Marche, Lazio, Puglia, Molise, Campania e Umbria per il superamento dei limiti delle polveri sottili (PM10) in 19 “zone e agglomerati”, ndr). Ora, è chiaro che la responsabilità non sia esclusivamente dell’attuale giunta, ma anche delle amministrazioni precedenti che fecero una sorta di fotocopia del piano di risanamento dell’aria di un’altra regione d’Italia.

Crede allora che non siano sufficienti i controlli dell’Arpa?

L’Arpa lavora in base alle direttive che la giunta regionale da per il risanamento dell’atmosfera, mancano una serie di iniziative per determinare il danno ambientale. Nell’Isola persistono zone altamente inquinate, dove ci sono dati epidemiologici che attestano un evidente problema sanitario, non capisco perché la Regione non abbia avviato le dovute procedure”.

Marina Pupella

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