Palermo, operazione Zen: all’alba lo Stato occupa il quartiere
Polizia e Carabinieri hanno cinturato il quartiere prima dell'alba: perquisizioni, arresti e ottomila euro sequestrati

ZEN
Il sole non era ancora alto quando i primi reparti hanno preso posizione tra i padiglioni dello Zen. Un’operazione pianificata nei minimi dettagli, silenziosa fino all’ultimo, che all’alba di oggi ha trasformato il quartiere più discusso di Palermo in un teatro di controllo capillare: cento uomini schierati, un elicottero in cielo, cani antidroga a terra e decine di posti di blocco a sigillare ogni via d’accesso.
Non è un’iperbole
Sul campo questa mattina si è materializzata una delle operazioni interforze più articolate che Palermo abbia visto negli ultimi mesi. Carabinieri e Polizia di Stato hanno lavorato in parallelo, con unità che raramente si trovano tutte insieme nello stesso spazio urbano nello stesso momento.
Per l’Arma: la Compagnia di San Lorenzo, il Nucleo Radiomobile, le unità cinofile di Villagrazia, le Aliquote di Primo Intervento. In cielo, l’elicottero “Fiamma” del 9° Nucleo Elicotteri a controllare tutto dall’alto, in tempo reale.
Per la Polizia di Stato: la Squadra Mobile, il Commissariato San Lorenzo, il Reparto Prevenzione Crimine Sicilia Occidentale, il Reparto Mobile, le Unità Cinofile dell’UPGSP e il Gabinetto di Polizia Scientifica. Con i Vigili del Fuoco a completare il dispositivo. Il quartiere è stato chiuso. Cinturato. Ogni transito monitorato, ogni veicolo fermato, ogni faccia controllata.
Droga nei sottoscala, ottomila euro sul tavolo
Le perquisizioni hanno aperto una serie di scenari precisi. Il primo: un uomo di 60 anni trovato con nove stecche di hashish e il kit completo per confezionare. Arrestato.
Il secondo: un 39enne con tre dosi, bilancino, materiale da packaging e — dettaglio che pesa — circa 8.000 euro in contanti. La cifra parla da sola. Denunciato a piede libero.
Il terzo, forse il più rivelatore: in un sottoscala di via Rocky Marciano, nascosti tra le strutture comuni del quartiere, gli agenti hanno trovato dosi di cocaina e hashish. Il classico arsenale condiviso, quello che non appartiene a nessuno finché non appartiene a tutti — e che ora non appartiene più a nessuno.
Un minorenne, una moto e un telaio che non esiste
C’è anche un’altra storia, più silenziosa ma ugualmente significativa. Un minorenne fermato con una motocicletta: niente targa, telaio contraffatto. Non è droga, non è violenza — ma è esattamente il tipo di reato che alimenta il sommerso economico del quartiere. Denunciato.
I numeri: 270 persone, 132 veicoli, 25mila euro di sanzioni
Il bilancio quantitativo dell’operazione è denso. 270 persone identificate. 132 veicoli controllati. Di questi, 40 soggetti erano già sottoposti a misure restrittive: ognuno verificato, ogni prescrizione incrociata con la realtà.
Sul fronte stradale: 32 verbali al Codice della Strada, 25.240 euro di sanzioni totali, 50 punti decurtati dalle patenti. Sette sequestri amministrativi, un fermo, una patente ritirata, una carta di circolazione revocata. Tre segnalazioni alla Prefettura per assunzione di stupefacenti.
Il piano è più largo dello Zen
Quello di stamane non è un episodio circoscritto. È parte di una strategia definita a tavolino nel corso del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, convocato dopo i recenti episodi criminosi che hanno colpito sia lo Zen che la borgata marinara di Sferracavallo.
In entrambe le zone sono stati attivati pattugliamenti dinamici interforze, anche notturni. L’obiettivo non è solo repressivo: è occupare il territorio, renderlo visibile, ricordare che lo Stato ha un indirizzo — e quell’indirizzo, per ora, è qui.
Le responsabilità penali delle condotte contestate saranno definitivamente accertate solo all’esito di eventuali sentenze passate in giudicato, nel rispetto del principio costituzionale della presunzione di innocenza.



