Teatro Massimo e Fondazione Sicilia lanciano il biglietto unico per visitare tre gioielli di Palermo
Con un unico titolo d'ingresso da 17 euro sarà possibile accedere al Teatro Massimo, a Palazzo Branciforte e a Villa Zito.

CULTURA LIBERA
Un biglietto unico che apre le porte di tre luoghi simbolo della cultura palermitana. La Fondazione Teatro Massimo e la Fondazione Sicilia hanno annunciato oggi il consolidamento della loro partnership, presentando la novità in conferenza stampa a Palermo alla presenza del Sovrintendente Marco Betta, del Direttore Esecutivo Ettore Artioli, della Presidente di Fondazione Sicilia Prof.ssa Maria Concetta Di Natale e del Segretario Generale Avv. Giuseppe Di Cesare.
Il titolo combinato costa 17 euro — ridotto a 13 euro per gruppi di almeno 20 persone — e sarà disponibile già nelle prossime settimane. L’accordo prevede anche eventi musicali con le formazioni giovanili del Teatro presso le sedi di Fondazione Sicilia, iniziative di welfare culturale per i dipendenti e una sinergia sui canali digitali.
“L’introduzione del biglietto unico rappresenta un passo importante per rendere l’offerta culturale di Palermo sempre più accessibile e integrata. Palermo dimostra ancora una volta di saper fare rete e investire sulla cultura come motore di sviluppo”— Roberto Lagalla, Presidente della Fondazione Teatro Massimo e Sindaco di Palermo
“Collaborare con Fondazione Sicilia significa unire le forze per raccontare Palermo e la Sicilia attraverso la musica e l’arte, creando ponti concreti tra le istituzioni e i cittadini” — Marco Betta, Sovrintendente della Fondazione Teatro Massimo
“Il biglietto unico e le altre iniziative che verranno messe in campo permetteranno di allargare il numero di fruitori di arte e cultura, in linea con la mission della Fondazione” — Maria Concetta Di Natale, Presidente della Fondazione Sicilia
Nel 2026 il Teatro Massimo accoglierà circa 220.000 visitatori: per molti di loro il biglietto unico diventa un invito a scoprire anche Palazzo Branciforte e Villa Zito, entrambi riallestiti dagli architetti Gae Aulenti e Corrado Anselmi. Una città che sceglie di fare sistema, e lo dimostra con i fatti.





