Politica

Bernava: “Abolire le province, patto sociale con il governo”

Maurizio Bernava, foto internet

Bernava su Siciliainformazioni.it, in un’intervista a tutto campo che indica a Crocetta e partiti, un ventaglio di priorità: dall’eliminazione degli enti intermedi al taglio dei costi della politica al patto “nell’interesse della Sicilia”

“La cosa peggiore è tirare a campare o tenere un basso profilo, fare da spettatori mentre i partiti sono impegnati ad aggiustare i loro equilibri. Nessuno può tirarsi indietro, né governo, né parti sociali…”.

Maurizio Bernava, segretario regionale della Cisl, non le manda a dire. Non ha scelto un nemico da combattere, ma un obiettivo da perseguire.
“Tagliare i costi della politica è diventato un dovere morale, oltre che economico e sociale. Non è una invocazione di principio, né un semplice appello, ma un imperativo categorico, molto concreto. Significa abolire le province, anzitutto. Il rinvio delle elezioni può essere accettato solo se serve a preparare una legge che abolisca le province. Altrimenti è un artifizio. I costi sono insopportabili, l’organizzazione della pubblica amministrazione è carente. Dare un taglio alle province ha un valore strategico. Ma c’è dell’altro”.

Che cosa ancora?
“Recepire il Decreto Monti, subito, sulle partecipate. Non solo le partecipate regionali, ma anche le municipalizzate. Occorre ristrutturarle, renderle produttive, efficienti e meno costose”.

Un programma vasto, segretario…
“No, una scelta semplice, ancorata ad una volontà politica. Il nostro interlocutore principale è il governo. A Crocetta diciamo che occorrono gesti forti e urgenti: Se il governo imbocca questa strada – abolizione delle provincie e ristrutturazione delle partecipate e municipalizzate – noi faremo la nostra parte”.

In concreto, che cosa significa?
“Significa che ci assumiamo le nostre responsabilità, che sosterremo il governo. La Cisl ha deciso di avviare una campagna di mobilitazione e di pressione, e apprezza le posizioni nette e ferme. Siamo pronti a sottoscrivere un patto sociale, purché non si giri attorno alle questioni. La crisi non lascia margini. O reagiamo, assumendoci le nostre responsabilità, o è la fine”.

Lei chiede scelte nette di cambiamento, si aspetta un coro unanime di consenso? Magari a parole…
“Giusto, ma quella che viviamo è un’altra storia. Il mio sindacato ne ha preso atto. Se il governo intraprende la strada virtuosa dell’abbattimento dei costi e delle riforme, ci avrà al suo fianco, altrimenti…”

Che cosa è il patto sociale?
“Un’assunzione di responsabilità comune”

Basta il governo? Crocetta l’ha detto, non ho poteri eccezionali, da solo non posso cambiare il mondo.
“I partiti storici hanno tradito funzioni e compiti, non sono stati coerenti. È chiaro che intendiamo incalzare anche loro”.

Sull’abolizione delle province si sono registrati negli ultimi giorni atteggiamenti ambigui. Per esempio, il centrodestra a Roma, con l’eccezione della Lega, si è pronunciato per l’abolizione delle province, ma in Sicilia ha assunto una opposizione opposta.
“È vero, servono scelte nette, il taglio dei costi improduttivi è una priorità inderogabile. Non è solo una questione economica, lo ripeto”.

Sono stati richiesti sacrifici tremendi ai cittadini, mentre si è rinviato o tergiversato sui costi della politica…
“È così, è venuta meno l’equità, la crisi l’hanno pagata i cittadini, soprattutto le fasce deboli. Noi facciamo proposte concrete. Non ci limitiamo a chiedere l’abolizione delle province, vogliamo che i comuni si consorzino per realizzare servizi; vogliamo provvedimenti che favoriscano la costituzione di Consorzi di comuni per offrire alle comunità risposte di qualità a bisogni primari. La Regione può innestare questo meccanismo virtuoso, purché lo voglia. Una Regione a Statuto speciale con un debito finanziario difficilmente recuperabile in pochi anni ha il dovere politico e morale di adottare decisioni inequivocabili di cambiamento, eliminando i costi improduttivi della politica e dell’amministrazione”.

Volete spazzare via gli apparati, non le funzioni e le competenze?
“Vogliamo abolire le province, su questo non intendiamo offrire il fianco ad interpretazioni diverse. E lo stesso vale per le partecipate, non possono restare come sono. Se il governo imbocca questa strada, la Cisl è pronta ad assumersi le sue responsabilità. Un patto sociale nell’interesse della Sicilia”.

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