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Beppe Grillo, sondaggio sulle misure urgenti per le piccole e medie imprese

Beppe Grillo, foto internet

Dal blog di Beppe Grillo pubblichiamo il sondaggio, che si è chiuso alle 14, sulle misure urgenti per le piccole e medie imprese.

Senza le fondamenta non si può costruire nulla. Le fondamenta dell’economia dell’Italia sono le piccole e medie imprese che da noi hanno scarsa o nulla rappresentanza. Sono le mucche da mungere in un Paese sempre più burocratizzato dove i servizi (inefficienti) a chi intraprende esistono solo sulla carta e i costi necessari per competere, dai trasporti, alla connettività, alla distribuzione sono più alti della media degli altri Paesi della UE.

Lo Stato applica la legge del taglione su chi produce senza accorgersi che sta segando il ramo su cui è appeso. La maxi tassazione sulle PMI è un incentivo all’esodo degli imprenditori, la burocrazia fine a sé stessa è un ostacolo ormai insuperabile per chi avvia un’attività. Qui si fa l’impresa o si muore con il disfacimento di quello che è rimasto dello Stato sociale.

Per uscire dal buio è necessario tagliare i rami secchi dello Stato, le sacche di privilegio, eliminare i processi burocratici da delirio, diminuire il carico fiscale sulle imprese. Va fermata al più presto la fuga all’estero delle nostre imprese e create le condizioni per essere noi ad attrarre investimenti e imprese straniere, non l’Austria, la Slovenia, la Carinzia. Di seguito elenco le misure che ritengo urgenti per le imprese, per evitare il naufragio definitivo del Paese”.

Guarda i risultati.

La domanda del sondaggio era: ‘Quali sono i 5 punti più importanti per lo sviluppo della PMI in Italia?’

Le alternative di risposta erano:

-Defiscalizzazione degli investimenti

-Defiscalizzazione dei redditi nei primi due anni di vita dell’impresa

-Pagamento dell’IVA solo a fattura incassata

-Eliminazione dell’IRAP

-Sconti contributivi per assunzioni di giovani under 35

-Diminuzione graduale della tassazione sul reddito di impresa con adeguamento alla tassazione europea

-Attribuzione del “Made in Italy” solo alle aziende che producono in Italia

-Chiusura Equitalia

-Accorpamento e semplificazione degli adempimenti fiscali

-Collaborazione tra istituti / università e imprese con stage ad hoc nel corso degli studi

-Crediti dallo Stato in pagamento entro 60 giorni

-Altro

 

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