Bambole con Intelligenza Artificiale: il futuro del gioco e l’infanzia a rischio?
Francesco Pira (UniMe) avverte: tra tecnologia e crescita dei bambini serve un equilibrio per preservare creatività e relazioni umane

Francesco Pira, sociologo dell’Università di Messina, lancia l’allarme sull’impatto delle bambole dotate di Intelligenza Artificiale (IA), attese sul mercato per il Natale 2025. Questi nuovi giocattoli intelligenti potrebbero trasformare profondamente il rapporto tra bambini e tecnologia, con il rischio che la presenza umana nell’infanzia diventi secondaria.
Secondo Pira, il gioco simbolico, che tradizionalmente stimola creatività e immaginazione, rischia oggi di essere delegato alla macchina. “Oggi un bambino può chiedere a una bambola di fare i compiti o di dargli consigli, come se si trattasse di un sostituto adulto” afferma il professore associato di Sociologia dei processi culturali e comunicativi dell’Università di Messina. A differenza di quando era piccolo lui, e giocava inventando storie e dialoghi con i soldatini, ora il rischio è che l’IA limiti la capacità dei bambini di immaginare, sbagliare e relazionarsi.
Pira sottolinea come l’uso di tecnologie intelligenti non coinvolga solo il gioco, ma anche l’apprendimento e le relazioni. Nel suo ultimo saggio, La Buona Educomunicazione (FrancoAngeli, 2024), basato su un’indagine condotta in dieci regioni italiane, evidenzia come questi strumenti stiano trasformando l’infanzia in un ecosistema sempre più digitale, dove la componente umana rischia di essere marginale.
Non solo i bambini: anche molti adolescenti si affidano all’IA per relazioni sentimentali online o come sostegno psicologico virtuale, spiega Pira. In un mondo “onlife”, in cui digitale e reale si intrecciano, l’educazione deve aggiornarsi. Servono nuovi strumenti culturali che promuovano il pensiero critico, la responsabilità e relazioni autentiche, perché non basta più “insegnare i media”, ma è necessario accompagnare i giovani a vivere consapevolmente in questa realtà complessa.
Francesco Pira conclude: “Spetta a noi decidere quale tipo di futuro vogliamo costruire per le nuove generazioni”.
Francesco Pira avverte che il futuro dell’infanzia dipende dalle scelte che faremo oggi
Se sapremo bilanciare tecnologia e umanità, potremo garantire ai bambini uno sviluppo sano, creativo e autentico. Solo così l’Intelligenza Artificiale potrà diventare uno strumento al servizio della crescita, senza sostituire il valore insostituibile delle relazioni umane.



