Corleone e Brancaccio scelgono la legalità: 2.500 alunni riscrivono la storia dei loro quartieri
Il progetto Antimafi@ 4.0 porta i bambini di Corleone all'Assemblea Regionale e trasforma un ex covo mafioso in centro polifunzionale

SCUOLA E LEGALITÀ
Da Corleone all’Assemblea Regionale: i bambini di “Antimafi@ 4.0” riscrivono la memoria dei loro territori
Gli alunni dell’Istituto “Giuseppe Vasi” visitano il Parlamento siciliano mentre il progetto avanza nel recupero dei Magazzini Brancaccio, 1.760 metri quadrati sottratti alla mafia per restituirli alla comunità
Le quinte classi della scuola primaria di Corleone sono entrate nell’emiciclo dell’Assemblea Regionale Siciliana non come turisti, ma come protagonisti di un percorso educativo che trasforma luoghi simbolo del potere democratico in spazi concreti di formazione civica. La visita rientra nel progetto Antimafi@ 4.0, promosso dall’Istituto comprensivo Danilo Dolci di Palermo e dall’Istituto comprensivo Giuseppe Vasi di Corleone, sotto la guida del dirigente scolastico Matteo Croce.
I docenti che hanno accompagnato gli alunni, Cannella, Danna Raineri, Misuraca, Buscemi, Brocceri, Sagona, Mortillaro, Ciavarello, Mattone, La Mandina, Marsala, Ribaudo e Gaudiano hanno condotto la classe attraverso un’esperienza immersiva all’interno del Parlamento regionale, luogo che incarna i valori dello Stato che il progetto stesso vuole trasmettere.
Le due scuole condividono una storia che le lega in modo profondo e doloroso
territori di Corleone e del quartiere palermitano di Brancaccio sono stati per decenni associati in modo quasi inscindibile al termine mafia, mortificati dalla presenza di famiglie che hanno lasciato ferite profonde nel tessuto sociale e civile. Antimafi@ 4.0 nasce proprio da questa consapevolezza, trasformando la memoria in strumento di riscatto.
Il progetto coinvolge complessivamente circa 2.500 alunni tra i due istituti, costruendo una comunità scolastica che sceglie la legalità come orizzonte comune.
Sul fronte della riqualificazione urbana, l’Istituto Danilo Dolci porta avanti uno degli interventi più significativi del progetto: il recupero dei Magazzini Brancaccio, un edificio che in passato ha ospitato riunioni di esponenti mafiosi. Quegli spazi diventano oggi un centro polifunzionale da 1.760 metri quadrati, messi al servizio dell’intero quartiere. Un ribaltamento fisico e simbolico che trasforma un luogo di chiusura e illegalità in uno spazio aperto alla partecipazione.
Le famiglie, i docenti e gli studenti di due città che hanno portato a lungo un’eredità pesante scelgono di raccontarsi in modo diverso. Lo fanno passando per le aule scolastiche, per i corridoi del Parlamento regionale e per quei magazzini che presto apriranno le porte a tutta la comunità. Il cambiamento non arriva per decreto: si costruisce, mattone dopo mattone, in classe.



