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Ballarò nel mirino delle Iene, la Regione corre ai ripari

Crid, Tarcopad, Rredd e Centri: ecco gli interventi già avviati. Ma il crack devasta Palermo e le periferie attendono risposte

Crack a Palermo, la Regione accelera dopo Le Iene

Dopo il servizio del 16 marzo, il governo regionale fa chiarezza: “Tempistiche rispettate, interventi già in corso”

18 marzo 2025 – Dopo la puntata de Le Iene andata in onda domenica 16 marzo, che ha acceso i riflettori sulla diffusione del crack a Ballarò e nelle periferie di Palermo, l’assessorato regionale alla Salute ha fornito un aggiornamento dettagliato sull’attuazione della legge contro le dipendenze. Un chiarimento che arriva in un momento di forte attenzione mediatica e sociale, con cittadini, operatori sanitari e istituzioni chiamati a risposte concrete.

Il servizio, firmato da Nicola Barraco, ha documentato la “strage silenziosa” che si consuma quotidianamente nei vicoli di Palermo, con testimonianze drammatiche di consumatori e volontari. Un racconto crudo, che ha riportato al centro del dibattito il tema delle dipendenze in Sicilia e le politiche di intervento.

In questo contesto, la Regione Siciliana ha rivendicato l’attuazione puntuale della legge anti-crack.
Precisa – nel comunicato dall’assessorato regionale della Salute – che i tempi di attuazione sono in linea con quanto previsto dalla normativa.
“Nel dettaglio, lo scorso 10 dicembre, con decreto del presidente della Regione Renato Schifani, è stato istituito il Comitato regionale di indirizzo sulle dipendenze (Crid) all’interno del dipartimento per le Attività sanitarie e osservatorio epidemiologico (Dasoe). L’organismo, previsto dall’articolo 4 della legge regionale, ha, tra gli altri compiti, anche quello di promuovere le iniziative per realizzare le strategie regionali contro le dipendenze.

Il mese successivo, ovvero nel gennaio scorso, con l’istituzione del Tavolo regionale di ricerca e coordinamento partecipato in “Area dipendenze” (Tarcopad) è stato attuato anche quanto previsto dall’articolo 5. Tra le funzioni, ci sono quelle di individuare i metodi di indagine più efficaci per la prevenzione e il reinserimento sociale, di collaborare con il Crid e con il Tavolo tecnico regionale permanente per la prevenzione delle dipendenze e di monitorare i servizi sanitari di bassa, media e alta soglia.

Nel febbraio di quest’anno, con decreto assessoriale è stata istituita la Rete regionale diffusa sulle dipendenze (Rredd), prevista dall’articolo 6 della legge, con l’obiettivo di promuovere una gestione partecipata e una presa in carico trasversale del fenomeno delle dipendenze. L’11 marzo scorso, inoltre, sono state istituite le articolazioni provinciali della rete.

Per quanto riguarda le strutture previste dal comma 1 dall’articolo 9 della legge, ovvero i Centri ad alta soglia, l’assessorato sottolinea che è già attiva a Enna una Comunità terapeutica riabilitativa per il trattamento di persone con doppia diagnosi, ovvero patologie psichiatriche associate a dipendenza da droghe, con una capacità complessiva di venti posti e attualmente sono in corso le procedure per aggiungerne altri cinque.

In merito all’attivazione di Centri di pronta accoglienza in ciascuna provincia dell’Isola, previsti dal comma 2 dello stesso articolo, è già operativa la struttura nel territorio di Palermo e c’è l’impegno dell’assessorato per attivare quelle delle Asp di Messina e Catania entro giugno ed entro ottobre quelle delle altre province dell’Isola.

L’assessorato regionale della Salute assicura, infine, che entro il mese di aprile, come da scadenze previste dalla legge, verranno fissati i criteri organizzativi e operativi delle unità mobili, dei servizi di drop-in e delle Equipe integrate multidisciplinari (Eim) e ulteriori indicazioni per i Centri ad alta soglia e di pronta accoglienza.”

Il Comune con le attività sociali resta indietro

Mentre la Regione elenca atti e decreti, dal fronte comunale emergono ancora ritardi. Come ha ricordato Le Iene, la consigliera comunale Mariangela Di Gangi ha parlato di oltre 70 milioni di euro disponibili ma non utilizzati, e della mancata attivazione dei centri di accoglienza a bassa soglia. Il sindaco Roberto Lagalla ha ammesso che i tempi sono lunghi, pur segnalando l’avvio di gare in corso.

Il grido delle comunità

Accanto alla Regione, ci sono parroci, volontari e cittadini che da mesi lavorano in silenzio per scuotere le coscienze e chiedere interventi urgenti. Padre Antonio Garau, parroco impegnato da anni nelle periferie, ha recentemente promosso un incontro operativo con il Procuratore dei Minori di Palermo, la Prefettura e le forze dell’ordine, denunciando a voce alta “il pericolo imminente che incombe sui nostri ragazzi”. Un allarme che si unisce alle tante storie tragiche di famiglie disintegrate, giovani annientati dalla dipendenza e madri che gridano nel vuoto.

Le testimonianze raccolte nei quartieri più colpiti parlano di un fenomeno ormai fuori controllo, dove l’accesso al crack è semplice, veloce, distruttivo. E proprio nei quartieri popolari, come Ballarò e lo Sperone, sono i parroci e le comunità di base a farsi carico di ciò che le istituzioni spesso non vedono.

L’appello del Festino

Il grido d’allarme sul crack a Palermo non è nuovo. Già il 14 luglio scorso, in occasione del Festino di Santa Rosalia, l’Arcivescovo di Palermo Mons. Corrado Lorefice, parlando dal microfono del Carro della Santuzza, aveva denunciato pubblicamente “il silenzio delle istituzioni” di fronte al dilagare dello spaccio di morte nei quartieri popolari. Parole forti, che suonarono come un’accusa diretta, amplificata davanti a migliaia di palermitani e alle autorità presenti.

A distanza di otto mesi, la città si risveglia sotto i riflettori nazionali con le stesse domande e un’unica urgenza: agire.

Entro aprile saranno fissati i criteri organizzativi delle unità mobili, dei servizi drop-in, delle Equipe integrate multidisciplinari (Eim) e verranno fornite ulteriori linee guida per i Centri ad alta soglia e quelli di pronta accoglienza.

Il confronto tra quanto mostrato da Le Iene, quanto denunciato dall’Arcivescovo, e quanto dichiarato dalla Regione, evidenzia una frattura tra tempi istituzionali e urgenza sociale. Serve ora che parole, decreti e fondi diventino azioni visibili, per restituire Palermo alla sua gente.

Francesco Panasci

È direttore e fondatore de Il Moderatore, quotidiano online indipendente attivo dal 2007. Giornalista e autore, si occupa di politica, società, cultura e attualità italiana, con un approccio critico, diretto e indipendente.

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