Cronaca

Bagnaco dice sì solo alle famiglie uomo-donna. “Demolirla è un crimine”

Il Governo Letta dalla larghe intese ha avuto la benedizione da parte dei vescovi italiani. Infatti considerando la «complessità dei problemi che assillano famiglie, giovani e anziani» questa è unica come soluzione possibile. Tutto ciò deve avvenire senza “personalismi” e senza “populismi inconcludenti e dannosi”.

Il presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, sottolinea il fatto che è più tempo di contrapposizioni ma bisogna seguire i buoni esempi enunciati da Napolitano. Bagnasco ha dichiarato «Non bisogna perdere l’opportunità, né disperdere il duro cammino fatto dagli italiani». «L’ora è talmente urgente – ribadisce il presidente Cei – che qualunque intoppo o impuntatura, da qualunque parte provenga, resteranno scritti nella storia».

L’unica cosa da fare è pensare alla gente, cercando di trovare le migliori soluzioni intervenendo immediatamente. Bagnasco parla di povertà che “avanza strisciante” e di lavoro come “lama più dolorosa nella carne della gente”. La Cei precisa il bisogno di «un forte e deciso piano industriale che, tenendo in casa il patrimonio e la professionalità italiana, rilanci con tenacia la produzione nazionale insieme alla necessaria attenzione finanziaria». Nonostante ciò si definisce contraria al lavoro durante i giorni festivi, invitando di salvaguardare il tempo da dedicare alla famiglia.

Si schiera proprio a favore delle famiglie tradizionali “uomo – donna”, e invece contro le unioni gay e dichiara «demolirla è un crimine non può essere umiliata e indebolita da rappresentazioni similari che in modo felpato costituiscono un vulnus progressivo alla sua specifica identità, e che non sono necessarie per tutelare diritti individuali in larga misura già garantiti dall’ordinamento».

Bagnasco si schiera anche contro il gioco d’azzardo e la violenza sulle donne, dovuta ad un «deserto di quei valori spirituali e morali così spesso denigrati o derisi come merce vecchia da buttare in soffitta», o frutto di una «conclamata libertà individuale senza limiti e regole».

Solo con un grande “alleanza educativa” riconoscendo il diritto dei genitori a educare i figli secondo le proprie convinzioni si può arrivare ad un concreto risollevamento della nostra società.

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