Baby gang nella metropolitana di Milano: 50 arresti tra minorenni e giovani di seconda generazione
Giovani violenti e recidivi, ricettazione in Romania. Ma ora il timore è che tutto venga vanificato da una giustizia permissiva.

50 arresti a Milano: la baby gang della metro smantellata dalla Polizia
Colpivano passeggeri con furti e rapine. La refurtiva rivenduta in Romania attraverso un’organizzazione familiare.
03 aprile 2025 – È stata smantellata a Milano una rete criminale composta da giovani e giovanissimi, responsabili di decine di episodi di violenza e furti sui mezzi pubblici.
La Polizia ha arrestato 50 ragazzi, tra cui 18 minorenni, quasi tutti di seconda generazione. Le accuse principali sono associazione per delinquere, furti aggravati e rapine. Il gruppo agiva soprattutto nella metropolitana, selezionando le vittime per sottrarre gioielli e oggetti di valore.
Secondo le indagini, i beni rubati venivano affidati a una famiglia di origine romena, attiva nel quartiere San Siro, che gestiva un canale stabile di ricettazione. L’oro veniva poi trasportato in Romania per essere rivenduto. Anche i componenti della famiglia, sette in totale, sono finiti in manette. L’operazione è il frutto di mesi di intercettazioni, pedinamenti e raccolta di prove condotta con determinazione da parte degli investigatori.
Sfida alla giustizia
Adesso l’auspicio è che un qualche giudice dall’animo “buono” non smaterializzi quanto faticosamente costruito. Perché è ormai frequente che, dopo operazioni complesse come questa, i protagonisti delle violenze vengano rilasciati in meno di 24 ore. Basta una denuncia a piede libero, anche in presenza di aggressioni alle forze dell’ordine o danneggiamenti ai mezzi di servizio. Un copione già visto troppe volte, che genera indignazione e frustrazione all’interno della Polizia e dell’Arma dei Carabinieri. Gli agenti si espongono, lavorano giorno e notte per identificare e bloccare i responsabili, e l’indomani si trovano derisi dagli stessi soggetti fermati, come se nulla fosse accaduto. Come se, anzi, il sistema certificasse la loro impunità.
L’effetto moltiplicatore
Tutto questo non fa altro che alimentare la sensazione diffusa che delinquere non abbia conseguenze. Cresce una microcriminalità sempre più arrogante, convinta di poter agire senza freni. I segnali sono evidenti: i giovani coinvolti in questi reati si muovono con atteggiamenti spavaldi, perché hanno compreso che esiste una parte della magistratura e una parte politica che, in nome di un garantismo deformato, finisce per legittimare comportamenti che andrebbero invece condannati con fermezza. Il risultato è una grave deriva verso una giustizia fai da te, una sfiducia crescente nello Stato e un sentimento pericoloso di anarchia urbana. Le forze dell’ordine restano in prima linea, ma sempre più isolate.



