Economia e Lavoro

Avvocato del Martedì: ACCISA “Rischio della scomparsa dei distillati italiani”.

Avv. F.P. Quartararo -  Alfredo Tutone(di F.P. Quartararo) Eccoci, al nostro appuntamento settimanale con l’Avvocato del Martedì

Oggi parleremo di un argomento di estrema attualità: ACCISA “Rischio della scomparsa dei distillati italiani”.

L’accisa è un’imposta che colpisce l’immissione in consumo di prodotti specificamente elencati nella direttiva 2008/118 CEE (che abroga la precedente direttiva 92/12 CEE), quali gli oli minerali, l’alcool, le bevande alcoliche ed i tabacchi lavorati.

Il settore che generalmente colpisce queste tipo d’imposta è composto da piccole imprese a conduzione familiare portatrici di una storia e tradizione secolare basata sulla qualità.

L’incremento della tassa sugli alcolici è insostenibile, costituisce quasi l’ 80% del costo di un prodotto a cui va aggiunta l’iva al 22%; tale aumento provoca delle grandi difficoltà a tutto il comparto delle bevande alcoliche. I produttori di liquori, vini aromatizzati e distillati nel corso degli ultimi anni  hanno affrontato un continuo è crescente aumento che negli ultimi anni ha segnato un escalation sino al 30% rispetto a quello dei cinque anni precedenti.

Un importante testimonianza è rappresentata dalla dichiarazione resa dal Dott. Alfredo Tutone, Presidente della storica azienda di famiglia, F.lli Tutone Anice Unico S.p.A., nonché della sezione agro-alimentare di Confindustria Palermo: “l’aumento delle accise è lo strumento che utilizza lo Stato per fare cassa, per coprire i deficit di bilancio che non riesce a colmare con la lotta all’evasione fiscale colpendo quelle classe imprenditoriale onesta che fa della trasparenza e correttezza la propria bandiera; chiaramente tutto ciò si riflette negativamente sulle vendite e sui consumi che diminuiscono vertiginosamente, con ricadute pesanti sui margini e sulle utilità societarie. Tutto ciò si riflette altresì sull’esposizione finanziaria, in quanto lo Stato non tiene conto di quei crediti inesigibili o incassati oltre i termini di legge, pretendendo che l’imposta sull’accisa sia versata regolarmente ogni mese. Sarebbe opportuno da parte dello Stato tutelare le P.M.I. le quali costituiscono il 90% della forza produttiva nazionale”.

Ad oggi le imprese italiane operanti nei settori sottoposti ad applicazione di accisa guardano il processo di internazionalizzazione non come uno strumento di crescita ma come una via di fuga da un’imposizione che rasenta “l’usura”, in quanto lo scambio di merci tra Stati esteri avviene in sospensione di accisa, ove dunque l’importatore acquirente verserà l’accisa determinata nel paese in cui opera, con tassazione inferiore rispetto a quella italiana.

Assistiamo ad un inasprimento ed a un regime fiscale insostenibile per le P.M.I che operano in un settore strategico quale quello dell’agro-alimentare “made in Italy”, fiore all’occhiello ed imitato in tutto il mondo.

Scriveteci il vostro caso, l’Avv. Francesca Paola Quartararo sarà pronta a rispondere a qualunque perplessità o dubbio nella sezione contatti del sito web: www.avvocatoquartararo.eu

 

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