Autonomia differenziata: tra promesse di riforma e timori di disuguaglianz
Siciliani Liberi chiede garanzie per i diritti della Sicilia, temendo che la riforma possa aggravare il divario tra regioni ricche e povere

L’Autonomia differenziata: opportunità o rischio di colonialismo interno?
Siciliani Liberi esprime preoccupazioni sulla riforma e sottolinea l’urgenza di garantire alla Sicilia i diritti previsti dallo Statuto e dalla Costituzione.
La legge sull’Autonomia Differenziata, in sé, sembra essere un’operazione a somma zero, in cui si passano alcune competenze alle Regioni, insieme a tutte e sole le risorse necessarie, senza aggravi per le altre regioni né per lo Stato.
Diciamo “sembra”, perché appare evidente che è un meccanismo preordinato alla distrazione di ulteriori risorse alle regioni più povere per destinarle a quelle più ricche. Ma ciò dipenderà dagli accordi e dalle modalità attuative, non dalla legge in sé, che appare sul punto neutrale.
Siciliani Liberi comunque esprime preoccupazione perché la “riforma” blinda la spesa storica, già sperequata, e perché c’è il fondato rischio che i LEP siano fissati a livelli indecentemente bassi, ovvero che siano attribuite come “maturate” risorse che sono soltanto “riscosse” al Nord in ragione del domicilio legale del soggetto fiscale passivo.
In altre parole esprimiamo preoccupazione che questa legge si traduca in un ulteriore inasprimento del colonialismo interno. Nondimeno non ci uniamo al coro centralista che vuole impedire il passaggio di funzioni dallo Stato alle Regioni.
Per quel che riguarda la Sicilia, ciò che importa è che l’Autonomia Differenziata potrebbe essere occasione per pretendere l’attuazione dello Statuto e l’attribuzione alla Sicilia di tutte le risorse necessarie allo svolgimento delle funzioni trasferite dallo Stato, ivi compresa la quota del gettito maturato nel territorio della Regione e MAI attribuito alla stessa, in aperta violazione dell’art. 37 dello Statuto.
Lo statuto speciale esiste dalla metà dello scorso secolo, è legge costituzionale in quanto allegato alla costituzione, ma da 70 anni non è MAI stato pienamente attuato per volontà della classe politica nazionale e dei politici siciliani ascari, probabilmente per affamare e mantenere nella povertà il popolo siciliano e assicurare una condizione di asservimento clientelare.
Per questa ragione lasciamo libertà di coscienza ai nostri elettori sulla posizione da assumere al referendum. Per noi l’importante è che siano garantiti alla Sicilia i diritti previsti da Statuto e Costituzione, oggi calpestati, mentre non ci ingeriamo nelle modalità in cui lo Stato voglia svolgere le proprie funzioni nelle regioni a Statuto ordinario, purché sia garantito alla Sicilia il gettito maturato nel proprio territorio, in ogni caso la prestazione di servizi secondo i LEP determinati correttamente e una adeguata perequazione infrastrutturale, oggi indifferibile.



