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Auditorium Rai ” Give me something” … domenica il Fabio Nicosia Quartet e le voci di Sara Lanza e Marianna Costantino in concerto

(di redazione) “… le differenze che danno linfa alla storia della musica appartengono ad un universo complesso che noi difficilmente cogliamo …” (Pierre Boulez)
da un’idea del pianista palermitano Fabio Nicosia con la collaborazione della “Scuola popolare di musica e danza tradizionali” Tavola Tonda di Palermo; il maestro Benedetto Basile, flautista, compositore, insegnante, conductor; il maestro Carmelo Coglitore, docente di sassofono e clarinetto, compositore, conductor.
Un gioco di parole il titolo dell’evento, che si svolgerà alle ore 18,00 del 13 Novembre 2016 presso la sede dell’Auditorium Rai di Palermo, dal quale emerge il termine “Conduction” ovvero la pratica che utilizza un vocabolario di segni e gesti con la quale il direttore/compositore “il conduttore” mette in atto un’originale formula di composizione/arrangiamento costruendo e de-costruendo in real-time. … “give me something!” “dammi qualcosa!” chiedeva con lo sguardo ai suoi musicisti Butch Morris, il compositore/direttore che “cambiava la musica mentre l’orchestra suonava”, padre fondatore della conduction, il maestro californiano che ha contribuito ad alimentare le concezioni migliori del “nostro” jazz contemporaneo.
Introdurrà l’evento il giornalista che nel 2008 intervistò Morris, il docente di “Storia e Ascolto Guidato del Jazz e della Musica del Novecento”, conduttore radiofonico e televisivo e critico musicale, Gianmichele Taormina.
Il concerto vedrà esibirsi il Fabio Nicosia 4tet, (con il batterista, Fausto Riccobono, il chitarrista Luca La duca e il contrabbassista, Pino Delfino); al 4tet si aggiungeranno le voci di Sara Lanza e Marianna Costantino entrambe cantanti presenti nel panorama regionale, ciascuna col suo stile. I musicisti interagiranno tra di loro e metteranno le loro potenzialità a disposizione dei due direttori che durante il concerto si alterneranno, Carmelo Coglitore e Benedetto Basile. I brani appartengono a differenti linguaggi musicali (jazz, eurocolto, folk, improvvisazione radicale…).

“… a mio avviso, ogni “genere” o “stile” musicale presenta elementi e possibilità peculiari impossibili da trovare in altri, per questo tutti i linguaggi espressivi andrebbero coltivati tramite l’ascolto o l’esecuzione… in quanto simboli e quindi conoscenza intuitiva della complessità della realtà… esercizio per “sentire”, “conoscere”, “capire”… “ (Benedetto Basile)
Conduction, parliamone!
… é l’apertura di una finestra sul mondo, tra i musicisti di diversissima provenienza musicale; risulta funzionale all’interno di qualsiasi forma, stile e tradizione musicale; è trasmissione, comunicazione, espressione; è un terreno condiviso dove coabitano culture e stili di ogni tipo;
Con la C. dirigere non è più un mero metodo d’interpretazione, ma una reale parte del processo di composizione; il concetto di interpretazione, quindi, si amplia avvalendosi della percezione collettiva e viene alimentato dall’immediatezza della funzionalità in cui vengono affrontati i limiti della comprensione e rivalorizzato il virtuosismo.
La C. è una pratica che si rivela solo nell’esperienza concreta in cui i musicisti si spingono oltre, ”improvvisano nell’improvvisazione“, hanno così la possibilità di sviluppare un nuovo pensiero musicale libero dagli schemi imposti dai vari generi musicali.
Nella C. i musicisti si preparano ad un diverso modo di pensare, lavorare, e conoscere; una condizione di rischio dunque con nuovi criteri e nuove abilità; un passo in avanti verso l’evoluzione della musica che ognuno di essi può portare in sé.
I principi sui quali poggia la C. incoraggiano, esaltano e risvegliano in ciascun musicista una riflessione analitica, sul proprio vissuto, sul proprio bagaglio di conoscenze, intelligenza, esperienza, istinto, intuito, espressione, volontà e fantasia; vengono affinate le proprie capacità a prescindere da stili e differenze culturali, estetiche, sociali o formative. Nella C. la “precisione” non deve necessariamente determinare cosa “vale”.
La C. quindi rappresenta l’elemento principale che caratterizzerà l’evento musicale che si svolgerà domenica; il risultato, l’obiettivo che si vuole raggiungere, è quello della “sorpresa”; blues “arcaici”, standard del jazz, brani classici e idee musicali del folk tradizionale, saranno riproposti con le armonie più sofisticate del jazz che si mischiano alle sonorità popolari del folk, e, ancora, con le atmosfere della musica colta, ovvero della musica classica.
Momenti musicali inaspettati quindi; gli standard per i musicisti rappresentano “solo” un pretesto, un riferimento, un faro; prima, dopo e durante l’esecuzione dello stesso, musicalmente, può accadere di tutto; quando si percorrono le strade dell’improvvisazione tutto diventa il contrario di tutto, il rispetto delle regole implica la consapevole disattesa delle stesse; una linea guida per l’ascoltatore che può percepire meglio il senso di quello che sul palco sta accadendo.

Il risultato è, “musica contemporanea”, quella dei tempi che tutti stiamo vivendo; é il presente che guarda al passato consapevole che presto sarà il “futuro”.
Ecco che la “tradizione” dei vari generi, la cui conoscenza è d’obbligo, viene “frantumata” allo scopo di creare altra musica, con altre idee, altri punti di vista, nuovi linguaggi; quasi un ripartire da zero con altre possibilità.
Un’esperienza da non perdere in cui si viaggerà avanti e indietro nel tempo nel meraviglioso universo della Musica !

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