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Associazione Nazionale ANDDOS: “Figuccia chieda scusa”

Angelo Figuccia

L’Associazione Nazionale ANDDOS contro il consigliere comunale Angelo Figuccia del Comune di Palermo.

«Vogliamo invitare il consigliere comunale di Palermo Angelo Figuccia, a leggere la lettera aperta che ben 9 ex leader delle “terapie riparative” dell’omosessualità hanno voluto pubblicare qualche settimana fa, che cogliamo l’occasione di ripubblicare in italiano.

Le parole di Figuccia, che si permette di bollare come malate le persone LGBT ancora ai giorni nostri, sono l’ennesimo schiaffo da parte di un rappresentante delle istituzioni, da un punto di vista umano e soprattutto da un punto di vista scientifico. Secondo la scienza medica, infatti,  il DSM ((Diagnostic and Statistical Manual for Mental Disorders – manuale diagnostico statistico dei disordini mentali – manuale di riferimento di tutti gli psicologi e medici psichiatri del mondo) già nel 1994 derubricava  l’omosessualità come malattia con le seguenti motivazioni:

l’omosessualità in sé non implica più un deterioramento nel giudizio, nell’adattamento, nel valore o nelle generali abilità sociali o motivazionali di un individuo” .

Il consigliere comunale in questione magari non conosce questi particolari ed ancora non riesce ad accettare un evidenza scientifica a distanza di più di 20 anni, affermata ancora prima dall’OMS nel 1990:

l’omosessualità è una variabile naturale del comportamento umano”  

Da un punto di vista religioso, considerando le parole del consigliere Angelo Figuccia che si rifugia in ultima istanza ad un  passo biblico dell’Antico Testamento, ci limitiamo a dire che siamo cosi’ rispettosi dei nostri associati, anche credenti, tale da non poter esprimere un giudizio per tutti, perchè il credo religioso riguarda l’intimo e l’anima di ogni individuo singolarmente. Volutamente non prendiamo a prestito frasi decontestualizzate della Bibbia per avvalorare o meno le nostre tesi, ma semmai cerchiamo di confrontarci con le comunità religiose per ricercare obiettivi comuni  sui diritti e doveri di tutti, compresi noi minoranze.

Lasciamo al consigliere comunale Figuccia la facoltà di “nominare il nome di Dio invano”, presumendo di parlare in nome del cielo, esercizio pericoloso e abusato da alcuni credenti, e magari di confrontarsi con un buon religioso per un umile discernimento delle sue stesse parole, che esula dalle nostre possibilità.

In tal senso il consigliere Figuccia dovrebbe evitare di utilizzare la religione per fini politici ed invece potrebbe leggere questa lettera, la cui pubblicazione ha portato anche organizzazioni come Exodus International, una delle più grandi realtà cristiane impegnata ad applicare le cosiddette “terapie psicologiche riparative”,  a chiedere scusa per nome del suo presidente, Alan Chambers, a tutte le persone colpite negativamente dalle pratiche applicate per decenni con il fine sbagliato di “guarire” gli omosessuali».

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