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Avvocato del Martedì: Assicurazione auto, paghiamo davvero tanto?

IMG_20160718_115430(di F.P. Quartararo) Eccoci al nostro appuntamento settimanale con L’Avvocato del Martedì.

Oggi analizzeremo un tema che riguarda tutti i cittadini: Assicurazione auto, paghiamo davvero tanto?

Il Premio Assicurativo è la somma dovuta da un cliente all’assicuratore nell’ambito di un contratto di assicurazione all’atto della stipula di una polizza. L’entità del premio assicurativo si valuta in relazione alle probabilità che un determinato evento si verifichi, considerando diversi parametri tra cui: zona in cui si stipula il contratto, mezzo, utilizzo, età dell’assicurato.

Tanto odiato e criticato da tutti gli automobilisti in quanto eccessivo, rileva tuttavia una tendenza al ribasso negli ultimi anni.

In valore assoluto si è passati dai 456 euro pagati in media nel 2012 a 386 euro nel 2015. In tre anni il premio medio si è ridotto di 70 euro; le riduzioni (rispetto all’anno precedente) sono state le seguenti:  in termini percentuali il premio medio si è ridotto del 15,3% dal 2012 al 2015, con un tasso di riduzione che è aumentato negli anni.

Questa diminuzione è dovuta in gran parte ad una minore frequenza dei sinistri e di conseguenza ad una diminuzione degli oneri per sinistri da parte delle compagnie.

Un ruolo rilevante è assunto dall’evoluzione tecnologica ed al suo impatto sui sistemi di sicurezza delle auto; oggi esistono infatti alcune auto di alta gamma che presentano sistemi automatizzati di guida; con il progressivo calo del costo della tecnologia, gran parte delle auto, comprese le citycar potranno essere guidate senza l’intervento dell’uomo, riducendo drasticamente la frequenza dei sinistri con un impatto positivo sui Premi Assicurativi.

Nonostante si registri un costante calo dei Premi Assicurativi, ad oggi il premio medio in Italia risulta maggiormente esoso rispetto alla media europea.

Un’importante testimonianza è rilasciata dal Dott. Giuliano Forzinetti -Agente Capo della Sara Assicurazioni S.p.A. di Palermo, con cui abbiamo analizzato quei fattori che, in base agli studi “ANIA”, incidono sulla determinazione del Premio, mettendo a confronto l’Italia con gli altri Paesi UE: “ La pressione fiscale che in Italia incide per un quarto del premio, con una differenza di circa 50 euro rispetto agli altri Paesi. Le frodi assicurative e nello specifico anche il minor numero di carrozerrie convenzionate, che aumenta così il rischio frodi in fase di riparazione del veicolo. In Italia infatti si registra un maggior numero di ore di lavoro per una riparazione rispetto agli altri paesi europei. Inoltre, dovremmo soffermarci a riflettere sul risarcimento dei danni alla persona che nel nostro Paese risultano essere più alti che nel resto d’Europa; in caso di sinistro mortale di un assicurato la determinazione è superiore al 50%  rispetto ai Paesi UE. A tal  proposito è di recente cronaca il caso della studentessa morta in Spagna in un incidente stradale in cui le compagnie assicurative presentavano una proposta di risarcimento di appena € 52.000; di converso se fosse accaduto in Italia il risarcimento per danno tanatologico sarebbe stato valutato almeno quattro volte superiore. Da questa prospettiva si desume come il “bene vita” assuma un valore diverso in relazione allo stato di riferimento”.

In relazione alla disamina appena delineata, il nostro sistema seppur maggiormente oneroso in termini di Premi Assicurativi introduce un regime di tutela più elevato a favore dell’Assicurato rispetto agli altri Paesi UE, in ossequio ai Principi Costituzionalmente garantiti a tutela alla persona.

Scriveteci il vostro caso, l’Avv. Francesca Paola Quartararo sarà pronta a rispondere a qualunque perplessità o dubbio nella sezione contatti del sito web: www.avvocatoquartararo.eu

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