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Meloni e Tajani a New York. Washington boccia la conferenza Onu.

L’Italia conferma il sostegno alla diplomazia, mentre Washington definisce la conferenza un “circo” e accusa il riconoscimento della Palestina di premiare il terrorismo

Oggi si apre la nuova sessione dell’Assemblea Generale dell’Onu, con decine di leader mondiali riuniti per sostenere un percorso politico e diplomatico volto alla creazione di uno Stato palestinese. Nei giorni scorsi, Gran Bretagna, Australia, Canada e Portogallo hanno annunciato ufficialmente il riconoscimento, scatenando la dura reazione di Israele. Nelle prossime ore, anche Francia, Belgio e altri Paesi si prevede seguiranno la stessa linea, mentre Germania parteciperà a sostegno della soluzione a due Stati.

L’Italia conferma il suo sostegno alla soluzione a due Stati, ma considera prematuro il riconoscimento ufficiale di uno Stato palestinese. Giorgia Meloni, che arriverà a New York in serata, interverrà nella notte tra mercoledì 24 e giovedì 25 settembre. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani firmerà una dichiarazione a sostegno del percorso politico e diplomatico per la costruzione dello Stato palestinese e parteciperà al briefing del Consiglio di Sicurezza su Gaza e Ucraina, a incontri bilaterali e alla riunione ministeriale del gruppo “Amici dei Balcani Occidentali” prevista mercoledì 23 settembre.

Francia e Arabia Saudita promuovono il vertice sulla soluzione a due Stati: il principe ereditario Mohammed bin Salman interverrà con un messaggio registrato, mentre il ministro degli Esteri saudita sarà presente alla conferenza.

Israele e Stati Uniti: reazioni durissime

Israele reagisce duramente. Il presidente Isaac Herzog definisce il riconoscimento della Palestina un “giorno triste”, mentre il ministro Itamar Ben-Gvir annuncia che il governo avvierà contromisure immediate, tra cui l’annessione della Cisgiordania e lo smantellamento dell’Autorità palestinese.

L’ambasciatore israeliano negli Stati Uniti, Yechiel Leiter, attacca il riconoscimento britannico, definendolo un “premio ai nuovi nazisti” e paragona il premier Keir Starmer a Neville Chamberlain. Il primo ministro Benjamin Netanyahu annuncia che risponderà all’“ultimo tentativo di imporre uno Stato terrorista nel cuore del nostro Paese” al suo ritorno dagli Stati Uniti e precisa che le contromisure richiederanno il sostegno dell’amministrazione Trump, ancora non confermato.

Gli Stati Uniti condannano con forza il riconoscimento e, tramite l’ambasciatore israeliano all’Onu Danny Danon, definiscono la conferenza sui due Stati un “circo”, sottolineando che il riconoscimento dello Stato palestinese premia il terrorismo e blocca la pace nella regione.

Dibattito generale e riforme Onu

Il vertice coincide con l’80° anniversario dell’Onu. Il segretario generale Antonio Guterres lancia il progetto UN80, volto a riformare l’architettura dell’Organizzazione e renderla più snella e reattiva alle sfide globali.

Il dibattito generale, che inizierà martedì 23 settembre, sarà inevitabilmente dominato dai conflitti a Gaza e in Ucraina, ma offrirà anche l’opportunità di discutere riforme istituzionali e multilaterali.

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