PalermoPoliticaPrimo PianoSicilia

Asilo di Brancaccio, Inzerillo: “Chi ostacolava ieri oggi festeggia”

Il consigliere ricorda i rallentamenti del dicembre 2024 e riconosce i meriti al Centro Padre Nostro e alla Fondazione Giovanni Paolo II

POLITICA LOCALE

Asilo di Brancaccio, Inzerillo: “Chi ieri bloccava oggi festeggia. I cittadini non dimentichino”

Il consigliere comunale punta il dito contro chi avrebbe rallentato l’iter dell’opera e chiarisce l’utilizzo dei fondi comunali

A Palermo si accende il confronto politico attorno all’avvio dei lavori dell’asilo nido “I piccoli di Padre Pino Puglisi”, nel quartiere Brancaccio. Il consigliere comunale Gianluca Inzerillo interviene con un comunicato netto, prendendo posizione sull’inaugurazione e sulle polemiche che hanno accompagnato l’iter dell’opera.

Secondo Inzerillo, dietro il clima celebrativo delle ultime ore restano passaggi politici che meritano di essere ricordati.

“Non faccio politica con i nastri da tagliare”

“Non faccio politica con i nastri da tagliare né con i post autocelebrativi. Quando c’è da dire la verità ai cittadini, la dico. Senza filtri”.

Inzerillo contesta l’entusiasmo di chi oggi rivendica il risultato.

“Sull’inaugurazione non accetto lezioni di entusiasmo da chi, fino a ieri, ha remato contro. Intitolare un’opera a un simbolo di legalità impone coerenza. E la coerenza non si costruisce davanti a una telecamera, né si improvvisa il giorno dell’inaugurazione”.

Il nodo del numero legale e i ritardi

Nel comunicato, Inzerillo richiama quanto accaduto nel dicembre 2024.

“A seguito di una discutibile sospensione dei lavori da parte del Presidente del Consiglio, alla ripresa della seduta diversi consiglieri comunali hanno fatto mancare il numero legale. Non è un dettaglio tecnico: è una scelta politica precisa e irresponsabile, che ha rallentato l’iter e prodotto un danno economico concreto alla comunità”.

Fondi POC e meriti

Inzerillo precisa che l’opera non sarà completata esclusivamente con fondi POC. A causa dei rallentamenti, spiega, il Comune di Palermo ha dovuto attingere alle proprie casse per circa 2,2 milioni di euro.

“Parliamo di risorse dei cittadini, che avrebbero potuto essere destinate ad altro se ciascuno avesse esercitato fino in fondo la propria responsabilità”.

Un passaggio che punta a chiarire la natura delle coperture economiche e a distinguere tra fondi programmati e somme aggiuntive.

“I meriti reali vanno riconosciuti a chi ha lavorato con serietà e senza passerelle: al Centro di Accoglienza Padre Nostro, alla Fondazione Giovanni Paolo II e ad Avvenire, che hanno donato il progetto esecutivo al Comune di Palermo. Un gesto concreto e determinante, compiuto nell’esclusivo interesse della comunità”

La chiusura del consigliere

Il consigliere rivendica il proprio ruolo istituzionale e chiude con una presa di posizione politica.

“Rivendico la mia responsabilità amministrativa e la mia trasparenza. Non inseguo applausi facili, non riscrivo i fatti per convenienza e non mi presto alla propaganda. La politica non è una scenografia: è assumersi la responsabilità delle proprie scelte, anche quando qualcuno preferirebbe il silenzio”.

Le prossime settimane diranno se il confronto si sposterà sui cantieri e sui tempi di realizzazione, oppure se continuerà sul terreno dello scontro tra maggioranza e opposizione.

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio