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Ars: Fumata nera per la bozza di bilancio. Il governo prende tempo

Ennesima fumata nera per l’esame all’Ars della bozza di bilancio e del ddl sull’esercizio provvisorio. Il governo non ha ancora approvato il documento economico e l’Assemblea rimane bloccata.  È quanto è emerso a margine della conferenza dei capigruppo che si è svolta in mattinata a Palazzo dei Normanni.

Nel corso della riunione, il numero uno di Sala d’Ercole Giovanni Ardizzone ha dovuto prendere atto dell’assenza del documento contabile. Un fatto non privo di conseguenze, a cominciare dal maxi prestito da due miliardi, già approvato in Commissione bilancio.

“Tecnicamente – ha riferito il presidente Ardizzone – il mutuo potrebbe essere esitato dall’Aula perché si basa sul bilancio di previsione triennale. Ma trattandosi di una cifra così elevata, è più logico attendere l’approvazione almeno in giunta dei documenti di bilancio”.

E non solo. La mancanza degli atti contabili mette un freno a tutte le proposte di legge che prevedono un impegno di spesa. Compresa la proroga dei precari, che contano solo negli Enti locali oltre 23 mila persone. Ma il governo è ritardo. Se ne parlerà il 30 dicembre, in pratica 24 ore prima della scadenza dei contratti di questi lavoratori.

“Andranno in aula due o tre disegni di legge già pronti e per i quali non ci sono problemi- ha riferito Bruno Marziano, presidente della commissione Attività produttive- e c’è l’unanimità da parte di tutti i capigruppo ed i presidenti di commissione. Mentre si darà priorità, da questo momento in poi, per portarli alla seduta ddel 30 dicembre i ddl che hanno caratteristica di urgenza. Quelli che riguardano appunto i precari di Enti locali , Camere di Commercio, tutti quelli che hanno bisogno, parallelamente all’esercizio provvisorio della proroga.  E’ necessario, per tutti i disegni di leggi esitati nelle diverse commissioni, che il governo prepari la relazione tecnica. Il mutuo sarà legato con la proposta di bilancio, quindi dovranno essere approvati  nella medesima seduta”.

E intanto rimane ancora un’incognita il reperimento delle somme che dovrebbero rimpinguare il fondo di rotazione Crias, per il quale il vice presiedente della commissione Bilancio, il forzista Vinciullo, aveva presentato un disegno di legge.

“Ma i soldi non ci sono e la proposta non è stata ancora votata in II commissione- spiega il pentastellato Matteo Mangiacavallo– . La nostra (le Attività produttive, ndr) sicuramente la esiterà all’unanimità, ma sappiamo già che ci saranno problemi per trovare questi soldi, che mancano pure nel capitolo dal quale dovevano essere attinti. In definitiva, noi sin dall’inizio non eravamo d’accordo che si sottraessero le risorse della Crias, e la proposta Vinciullo incontra oggi il nostro favore. Ma da dove si prenderanno i 19 milioni rimane un’incognita”.

Marina Pupella

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